Ma Liberato tira ancora?

Liberato è tornato con ilnuovo e secondo album "Liberato II"
Liberato – Copertina album “Liberato II”

Ma Liberato tira ancora? Il cantautore napoletano dal volto nascosto è tornato con un nuovo album, il secondo, dal titolo “Liberato II”, composto da sette tracce, a tre anni dall’esordio omonimo del 2019. Ma c’è ancora posto nel mondo per lui? Forse per lui no ma per i suoi video sì, eccoli tutti e sette!

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Il mistero sul suo vero volto supera quello di Banksy – sarà davvero Robert Del Naja dei Massive Attack – ma intanto Liberato risuona una volta ancora sulle piattaforme digitali con il suo neapolitan-electro-pop. Si parte da “Partenope”, la storia della Sirena battuta da Orfeo che, si dice, sia una delle fondatrici della città di Napoli. E come l’essere mitologico il cantante vuole tornare a ‘incantare’ e a tornare ‘nnammurat for the first time’.

Dai Daft Punk a Totò

“Nun Ce Penzà” è una ballad d’amore, una di quelle della migliore tradizione neomelodica che si trasforma in un – evidente – tributo ai Daft Punk. La versione napoletana di “Harder Better Faster Stronger” si incontra con la canzone partenopea nella frase ‘nun potimm’ fa chest forever’: poesia o ‘capatosta’?

Da Totò a Maurizio Casagrande, il napoletano doc è quello che a ogni diceria risponde: “Nunneover”. Un incrocio di luoghi comuni mentre Kendrick Lamar e Ozuna aprono la finestra e fanno scivolare lentamente il paniere per farlo riempire dal garzone di pane, pizza e salumi campani. “Anna” è il naturale proseguimento di “Oi Marì” senza groove ma con l’anglonapulè ‘tell me Anna ma che stai crienn’.

Liberato cercasi

Pulcinella, pizza e sfogliatella. I luoghi comuni di Napoli risuonano – ancora – in “Guagliuncella Napulitana” con un sound, più che da Costiera Amalfitana, da aperitivo in Corso Como a Milano. Potevi fare meglio Liberà. AAA Donne campane cercasi: “Cicerenella” (piccolo cece) passa da quella canzone popolare napoletana – scritta da ignoti nel XVIII secolo – diventata tarantella, all’essere un’accozzaglia di suoni e mix di voci che sembrano più la musica delle giostre. Chissà chi si rivolterà nella tomba…

Chiude il secondo album di Liberato “‘Na Storia ‘E ‘Na Sera”, una storia d’amore e di sesso (‘amò teng nu burdell inside’) ma anche di insicurezze e beat in crescendo che chiude un album dai toni non ben definiti come fu l’esordio, pregevole e di estrema novità per la musica italiana.

Le sette tracce di “Liberato II” evidenziano, già dal titolo, una carenza di inventiva. Il sound, non sempre ben chiaro dove voglia arrivare, è quasi di contorno rispetto ai testi che ‘sembrano’ voler essere più impegnati rispetto all’esordio. Non so se Liberato possa tirare ancora nel 2022 ma di una cosa sono sicuro, sono sparite le hit che hanno spianato il terreno al cantante: dove sono “Nove Maggio”, “Me Staje Appennenn’ Amò” e “Tu T’è Scurdat ‘E Me”?

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