Laura Pausini: “L’Oscar? Nella Vita È Importante Perdere E Sentirsi Orgogliosi”

Laura Pausini – Piacere di Conoscerti è il film Amazon Original italiano nato da un’idea originale di Laura Pausini, scritto da Ivan Cotroneo, Monica Rametta e la stessa artista. La pellicola racconta la storia famigliare e professionale di Laura: dall’infanzia a Solarolo, in Emilia, fino alla candidatura all’Oscar nel 2021.

Per la prima volta davanti alla macchina da presa, la Regina del pop italiano nel mondo si mette a nudo e racconta la sua vita. Una bambina apre una scatola ricca di ricordi e comincia così il viaggio nella vita di Laura che dal piccolo paese di Solarolo in Emilia-Romagna cresce nei pianobar insieme al padre, conosce il suo compagno Paolo Carta e il Festival di Sanremo, <<il punto più alto della mia carriera>> come afferma in conferenza stampa.

Nel film Laura immagina una vita alternativa in cui lavora nel suo negozio di ceramiche e la sera canta in trattoria con un figlio, Marcello, sempre attaccato al cellulare. Nel mentre, la vera Laura sale sui palchi più prestigiosi, da San Siro al Chime For Change fino al Golden Globe vinto con “Io Sì” e ancora l’esibizione sul palco degli Oscar di Los Angeles. <<Nessun rimpianto, sono sempre la stessa Laura>>.

Una vita immaginaria

<<Il momento più brutto della mia vita?>> si lascia andare alle domande dei giornalisti in conferenza stampa post film, <<quando ho vinto il Grammy ed ero da sola. Ma il più bello è stata la vittoria a Sanremo, non c’è niente di più grande>>.

È stato un <<grande privilegio vivere una mia immaginazione, per due mesi sono stata quella che ho immaginato per 29 anni e lo sono stata nel modo che volevo io>>. L’artista è stata seguita in ogni minimo dettaglio: oggetti, vestiti, arredamenti, <<è stato emozionante e commovente>>. E continua: <<ho vissuto un vero sliding doors ed è stato molto intenso, avevo bisogno di fare un riassunto della mia vita; non ho mai sognato di essere famosa, sono cresciuta in un piccolo paese, non c’era frenesia della fama, volevo fare pianobar e l’ho fatto per 10 anni col mio babbo. Però non avevo mai visto una donna da sola fare pianobar, e la sfida era quella>>.

Gli inizi e il fan club

<<Un manager mi ha visto fare pianobar e la Warner mi ha iscritto a Sanremo, ho passato tutto il festival solo a chiedere autografi ai Big perché molti miei amici mi prendevano in giro, io invece che andare in discoteca preferivo fare pianobar con mio padre>>. Dopo aver vinto il festival, tornata dai genitori, <<c’erano dei fan che dormivano in tenda, il mio babbo mi ha detto: ‘Facciamo diventare la casa il tuo fan club’. Lui stava più avanti di me. Ed è ancora oggi il mio fan club, è diventato un museo, ci sono tutti i vestiti di Sanremo, del film, i premi e tutto quello che avevo fino a 18 anni, come la scatola che si vede a inizio film. Mi affeziono molto alle cose e non riesco a cambiarle>>.

Sulla scena di Sanremo si commuove tantissimo <<perché mi è cambiata la vita lì>>. Ha scelto di dedicarsi <<24 ore su 24 a questo mestiere che è la mia vita>>. Non voleva una autocelebrazione ma <<un viaggio introspettivo per far comprendere alle persone che sentirsi realizzati non è sinonimo di fama>>. Se non avesse vinto Sanremo avrebbe voluto fare ceramica, architettura, cucire, truccare, <<tutto il mondo artistico mi affascinava>>.

Destinazione Paradiso

C’è una scena nel film in cui Laura famosa canta “Destinazione Paradiso” di Grignani nello stadio e la Laura non famosa canta la stessa canzone nello stadio. <<Cosa c’è di diverso, il numero delle persone?Perché io la canto nello stesso modo…faccio lo stesso gesto ma sono in una trattoria e in uno stadio>>. Ha una figlia di 9 anni che vede delle cose che lei ha conosciuto a 20 anni: <<ora è legato al like, alla posa, alla foto, mi preoccupa; voglio spiegarle visivamente che si deve partire da un altro inizio e forse un giorno avere una carriera>>.

Afferma di aver dato un grande insegnamento a sua figlia Paola: <<quando sono partita per andare ai Golden Globe sono partita in un modo e sono tornata che ero uguale a prima per lei; sono partita per l’Oscar, non l’ho vinto, e sono tornata ed ero uguale a prima. Questo è un insegnamento grande per lei perché a noi hanno sempre insegnato di essere i migliori: non voglio essere più nominata, ho un’ansia allucinante. Quanto è importante nella vita perdere e sentirsi ugualmente orgogliosi>>. Laura ammette di non esser andata agli Oscar per vincere e lo fa vedere con <<immagini vere>>.

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