Zo Vivaldi: “Ironico E Vulnerabile: Come Sto? Spero Di Star Male…”

Foto di Francesco Di Summa
Foto di Francesco Di Summa

Lorenzo Caio Sarti, producer e cantautore classe ’97 che ha firmato brani di Fedez, Dark Polo Gang, Einar e Thomas, torna come Zo Vivaldi con il nuovo singolo “Spero Di Star Male”. Il video, diretto da Davide Papadia, vede l’artista muoversi in location abbandonate come un parco acquatico, una scuola, un tetto di Milano ma anche una stanza piena di poster.

<<Quasi sempre alla domanda “come va?” rispondo “bene”, e da questa piccola bugia è nata ironicamente la prima frase del ritornello: “Spero di star male, perché ti giuro questo non è stare bene”>>: nel brano Zo si sfoga, in un flusso di coscienza fatto di frasi contraddittorie, e immerge l’ascoltatore in una centrifuga di emozioni.

Ecco l’intervista a Zo Vivaldi!

Ciao Lorenzo! Innanzitutto perché “speri di stare male”? Come nasce il brano?
Ciao Raffaele e ciao Endofacentury! Diciamo che “Spero Di Star Male” ha un fondo di ironia. È il pensiero interno che mi faccio subito dopo aver risposto “tutto bene” alla domanda “come va?”. In realtà simboleggia un desiderio di apertura e di scambio, la necessità di mostrarsi vulnerabili e in cerca di aiuto. Ho scritto il pezzo con Davide Malvi, il mio band mate, con il quale scrivo tutti i pezzi di Zo Vivaldi. Il pezzo è nato, come spesso accade, da una improvvisazione ed è stato completato e registrato nel giro di poche ore.

Affermi: “Nella canzone cerco soluzioni alle relazioni”. In che senso?
Penso che sia troppo facile cadere in una comunicazione insalubre. Diventiamo vittime del para-verbale e del contesto, internando tutto e facendo delle ego – assunzioni. Preferiamo guardare in basso al telefono piuttosto che rivolgerci ad altri, formiamo un’opinione su uno sconosciuto in base ai gossip, o rispondiamo “tutto bene” quando realmente non è così. La soluzione credo si possa trovare nel momento in cui due persone decidono di conoscersi realmente, immergendosi al 100% nel presente e abbattendo tutti i grandi filtri.

Com’è il tuo rapporto invece con le relazioni amorose?
Da quest’anno, per la prima volta, sto finalmente condividendo un amore profondo. È tutto quello che abbia mai desiderato. Quello che per 23 anni, dopo infiniti 2 di picche e insuccessi, ho pensato impossibile e di non meritare. Ho rivalutato tutto, e questo amore mi ha fatto convincere del fatto che da qualche parte c’è una persona che ti completa perfettamente.

Diretto da Davide Papadia, il video di “Spero Di Star Male” è ambientato in location desolate come un parco acquatico, una scuola e su un tetto di Milano. Come nasce l’idea? Perché hai voluto questi scenari?
Le location che abbiamo scelto hanno tutte una storia molto “coinvolta”, luoghi che in qualche modo sono stati teatro di attimi di vita per le molte persone che li hanno frequentati ma che col tempo sono andati logorandosi. È una metafora che descrive l’effetto che questi ultimi anni hanno avuto su di me e sui miei coetanei.

Il video mi ricorda molto l’atmosfera cupa dei video dei Nirvana. Sei d’accordo? Quali sono i tuoi riferimenti artistici?
Il pezzo è un omaggio al grunge anni ’90 di cui sono innamorato. Pearl Jam, Stone Temple Pilots e Smashing Pumpkins sono i miei idoli di quel periodo. Sia nel video che nella canzone abbiamo voluto catturare tutto nel modo più crudo e non filtrato possibile.

Quella stanza che si vede piena di poster è la tua? Qual è stato il primo poster che hai appeso nella tua camera?
La stanza è del regista e videomaker Davide Papadia, e l’abbiamo messa sottosopra per il video ahahah. Con la scenografia volevamo comunicare la claustrofobia di una stanza di un teenager. Io personalmente amo vivere in una casa colorata, eccentrica e bizzarra, tuttavia, ho bisogno che la mia camera da letto sia il più asettica possibile. Muri color crema, coperte bianche, un tavolino bianco quadrato e un armadio è tutto ciò che mi permette di staccare la spina e rilassarmi.

Sei giovanissimo ma hai scritto già per Fedez, Dark Polo Gang, Einar, Thomas. Poi hai iniziato a scrivere per te stesso, come mai? E come ti trovi a scrivere per te?
Mi piace dividere la musica in 2 parti. La prima è quella che ha a che fare con il testo e la melodia, la seconda invece riguarda la musica e la produzione. Sono sempre stato amante di entrambe, tuttavia, quando lavoro per altri artisti cerco di lasciare nelle loro mani la prima parte e concentrarmi sulla seconda. Amo tutti i generi musicali quindi poter spaziare mi appassiona molto. Per quanto riguarda Zo Vivaldi invece, sento la necessità di avere più il controllo su ciò che riguarda la scrittura nuda e cruda intesa come testo e melodia.

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