Lucrezia: “Racconto Il Mondo Da Persona Innamorata: Siamo Molecole”

Dopo aver vinto una selezione promossa da Spaghetti Unplugged e aver pubblicato il primo singolo “Al Mare Da Te” nel 2021, Lucrezia è tornata con “Molecole” su tutte le piattaforme digitali, brano selezionato per le finali del Premio Bianca D’Aponte 2020 e premiato come “Miglior Testo”.

L’artista canta di momenti e persone che possono farci sentire grandi come pianeti, attutendo così la sensazione di sentirsi fragili o minuscoli come molecole: <<Ho scritto Molecole nei primi mesi della pandemia, quando tutto intorno a noi sembrava stesse collassando>> racconta l’artista , <<questa canzone, scritta in quei giorni surreali, mi ricorda nei momenti in cui mi sento più fragile che c’è sempre qualcosa che mi fa sentire più grande di tutto il resto>>.

Ecco l’intervista a Lucrezia!

Ciao Lucrezia! Nel 2019 sei finalista di Musicultura, nel 2020 è tuo il Miglior Testo al Premio Bianca D’Aponte con “Molecole”, nel 2021 pubblichi il tuo primo singolo “Al Mare Da Te”, dopo aver vinto una selezione di Spaghetti Unplugged. Cosa ci dobbiamo aspettare ora da te?
Delle canzoni molto sincere e una prospettiva, spero, personale. Quello che cerco di fare con la mia musica è raccontare un punto di vista. Penso esistano diversi modi di guardare il mondo e il mio è quello di una persona perennemente innamorata. Quando siamo innamorati facciamo più caso alle luci, agli odori, sentiamo tutto in modo più intenso e anche le cose brutte acquisiscono un velo di romanticismo. 

Hai scritto “Molecole” nei primi mesi di pandemia. Ma oggi ti senti ancora piccola e fragile oppure questi due anni ti hanno fatto arrivare a una nuova consapevolezza? Come nasce il sound di “Molecole”?
I momenti di fragilità che racconto nella canzone fanno parte della natura umana e difficilmente ce ne libereremo mai. Sono quegli attimi in cui, per qualche motivo. fai un zoom off da te stesso e ti vedi minuscolo dentro all’universo. Questo mi susciterà sempre un po’ di paura credo, ma va bene così. Il sound nasce tutto dalle idee di Emil Yardo che ha prodotto interamente il pezzo e gli ha dato una direzione tanto inaspettata quanto necessaria e giusta a mio parere.

Affermi che esistono momenti e persone che possono farci sentire grandi come pianeti. A quali ti riferisci esattamente?
Penso che in generale l’unica cosa che può tirarci fuori da quella sensazione di infinitesima piccolezza sopracitata siano i legami interpersonali. Non per forza con le persone, a volte anche con dei luoghi, o degli animali o qualunque cosa riempia e amplifichi il nostro universo personale. 

Sei nata a Bologna e ora vivi a Milano. Cosa hai assorbito artisticamente dalle due città?
A Bologna ho respirato prevalentemente l’aria di campagna che artisticamente dà tantissimo. Meno cose succedono in un posto, più ti alleni a osservare con attenzione quelle che già ci sono e a immaginartene di nuove. Paradossalmente la musica bolognese di Dalla e dintorni l’ho scoperta a Milano che come città invece mi ha portata nel presente, in mezzo alle cose della vita più tangibili, godibili e immediate. 

Cosa consiglieresti a una giovane ragazza che si approccia per la prima volta alla musica? Da dove può iniziare?
Le consiglierei di fare ciò che la diverte e la fa stare bene. Senza questi elementi qualsiasi tipo di studio musicale porta nella direzione sbagliata.

Sarai in giro nei prossimi mesi per presentare la tua musica sui palchi?
Spero proprio di sì. Ora che sembrano riaccendersi i motori del mondo live, la cosa più bella a cui riesco a pensare durante l’uscita di questa canzone è proprio quando la canterò dal vivo, magari sotto un bel cielo caldo e stellato.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.