Baobab!: “Un EP Senza Filtri: Sogno Un Tour Con Phoebe Bridgers”

Baobab! è il progetto di Gaia, giovanissima cantautrice torinese, definita la parte bella e buona del pop italiano che pubblica il primo omonimo EP per Needn’t e Dischi Sotterranei. Nelle tracce si trovano le paure e gli amori dell’adolescenza, il tutto prodotto da Carlo Corbellini dei Post Nebbia.

L’EP si regge su testi d’amore e nostalgia ma anche su synth onirici e chitarre vintage. Si aggiunge anche un “Intermezzo” dai suoni lo-fi e distorti in un lavoro che profuma di Matia Bazar e Tame Impala.

Ecco l’intervista a Baobab!

Ciao Gaia! Come stai? Da dove viene il nome Baobab! ?
Tutto bene. Il nome lo abbiamo scelto in modo casuale, è importante il punto esclamativo anche se in realtà c’è più per un gusto estetico. Prima eravamo in tre, ora ci sono solamente io nel progetto Baobab!

Sei stata definita la parte bella e buona del pop italiano, secondo te perché?
Forse perché cerco di non mettere filtri nelle cose che faccio ma anche come persona, io sono abbastanza trasparente e naturale.

“Io non sto bene come sempre, io mi sento male come sempre”, sono le prime parole di “Noel”. Il brano risente del periodo Covid? Il titolo è un riferimento a Noel Gallagher?
Sì, il titolo è per Noel Gallagher perché c’è sempre un po’ di arroganza nel brano e abbiamo deciso di chiamarlo così per il suo modo di fare. Il brano è stato co-scritto con Marco, la sento molto come frase, è stata scritta pre-Covid e riguarda il periodo di adolescenza, quegli sbalzi d’umore che ci sono tuttora.

L’EP è prodotto da Carlo Corbellini dei Post Nebbia. Come vi siete conosciuti? Il sound è molto simile, tra Matia Bazar, Tame Impala e primi Stadio..
Con Carlo ci siamo conosciuti tramite Groviglio, eravamo inizialmente sotto questa etichetta di Milano che ci ha presentato Dischi Sotterranei e poi siamo entrati sotto Needn’t. Volevano farci lavorare con Carlo e lui voleva sperimentare. Abbiamo fatto tutto telematicamente tranne un paio di volte che ci siamo visti a Milano, è andata molto bene la collaborazione: noi gli abbiamo lasciato molto spazio di manovra, lui ha voluto comunque lasciare la nostra impronta per un connubio di stili. Ma il sound generico già lo avevamo in mente, derivato da Mac DeMarco, “Noel” riprende gli MGMT. In “Quindici” ci sentivo anche quella vena R&B tipica di Tyler The Creator.

I pezzi sono nati tutti nello stesso periodo o sono stati scritti nel tempo?
Sono stati abbastanza diluiti nel tempo: “Noel” risale al 2016/2017, “Quindici” al 2020. Questo EP racchiude il nostro lavoro effettivo degli ultimi anni, una nascita, il figlio degli anni.

Come mai hai deciso di mettere un “Intermezzo” nell’EP? Mi riporta alla mente il Lato A e il Lato B degli LP.
Sì, può sembrare così. Anche se non lo abbiamo messo per separare le parti è semplicemente un classico intermezzo proprio “nel mezzo” dell’EP.

I sentimenti che mi arrivano di più dall’ascolto di “Baobab!” sono ansia e amore nostalgico, sei d’accordo? Sono stati i tuoi sentimenti in questi ultimi mesi?
Sì, credo di sì. Perché nelle prime cose che abbiamo scritto quando eravamo in tre, anche involontariamente, usciva sempre l’amore.

Chiudi con “B”, vuol dire Baobab! o cosa?
“B” era blue. Come sentimento, tristezza, all’inglese.

Partirai in tour?
Sì, non vedo l’ora. Teoricamente da aprile in poi saremo in giro, credo più dall’estate anche perché si sbloccherà meglio tutta la situazione. Sono proprio gasata!

Se ti chiedessero di andare in tournée con un artista straniero chi sceglieresti?
Forse ti direi Phoebe Bridgers. E anche Clairo è un’altra che apprezzo tantissimo, suoneranno insieme a Milano.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.