I 25 anni di “Blur”

Il 10 febbraio 1997 esce il quinto, eponimo disco dei Blur. Dopo il successo della trilogia British composta da “Leisure” (1993), “Parklife” (1994) e “The Great Escape” (1995), Damon Albarn, Graham Coxon, Alex James e Dave Rowntree decidono di sperimentare con drum machine e lo-fi un nuovo sound.

Il quartetto decide così di aprire alla sperimentazione e ai sound più prettamente americani di gruppi come Sonic Youth e Pavement – come fanno in quegli anni anche i Radiohead – una scelta più che saggia visto che grazie al disco i Blur riescono a sfondare nel mercato americano. Il lavoro è registrato tra i Maison Rouge di Londra e Studío Grettisgat di Reykjavík, Islanda, insieme allo storico produttore Stephen Street.

“Beetlebum”, “Song 2”, “On Your Own” e “M.O.R.” sono i singoli dell’americanizzazione di Albarn e soci e nel ’97 “Blur” sancisce definitivamente la fine del Britpop insieme con “Be Here Now” degli Oasis. Il disco arriva alla prima posizione degli album più venduti nel Regno Unito e arriva in Top 20 in altri sei paesi.

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