Passato, presente e futuro: “Alle 4 Del Mattino” di Andreacarlo – Track By Track

“Alle 4 del mattino” è il primo lavoro solista di Andreacarlo per Maine Wine Records, un disco concepito durante il lockdown del 2020 in concomitanza con l’idea di paternità, e realizzato e cresciuto nei mesi successivi a cavallo della nascita della figlia Stella.

Il disco è parzialmente autobiografico e profondamente influenzato dall’evento della nascita, che diventa il fulcro per riflettere su passato, presente, futuro, amore e vita. Il contesto musicale è quello del pop italiano anni ’70 e ’80 e del cantautorato classico ma che guarda alla new wave britannica: coinvolti nella registrazione Viky Ferrara alla batteria e Gianfranco D’Adda alle percussioni.

TRACK BY TRACK

Il mare a Milano
“Sì, sì, il mare c’è”, diceva il preside della figlia di Celentano, invitato da Adriano ad aprire la finestra affacciata su Piazza del Duomo, utilizzando “un po’ d’immaginazione”. Il mare, il sogno: la prima canzone del disco parla della necessità di condividere il mondo e le sue bellezze con qualcuno per goderne appieno, ma è anche un’esaltazione delle potenzialità dell’amore, che può rendere possibile l’impossibile, trasformare i sogni – appunto – in realtà, come vedere il mare dalla finestra a Milano. Musicalmente c’è un po’ di Loredana Bertè negli strati sottostanti le chitarre, la mia Loredana interiore.

Chiamami col nome che vuoi
Il secondo sogno inizia sulla spiaggia, ideale continuazione del primo brano. Accade che, dopo la consapevolezza dell’impossibilità della solitudine (innamoramento), arriva il riconoscimento dell’altro (amore) attraverso il più classico scambio di ruoli. I nomignoli che ci si affibbia in ogni relazione, i piccoli scherzi reiterati diventano le fondamenta su cui costruire la ritualità della coppia. Il sound ha più groove, basso e batteria in evidenza.

Stella
“Alle 4 del mattino”: Stella è il centro del disco ma anche il punto di equilibrio di un rapporto. È un altro sogno? Un dialogo con un gatto parlante e con un bimbo non ancora nato è effettivamente da pazzi, o da sognatori. L’idea centrale è che un figlio scelga noi, guardando benevolo verso il basso e proteggendo le nostre vite incomplete con la sua nascita, unita alla nostra responsabilità nel consegnargli un mondo effettivamente difficile ma che conserva scampoli di bellezza. Un invito a resistere. Heartbeat e synth super-wave danno un tocco Eighties all’incipit del brano, che poi ha uno sviluppo decisamente chitarristico.

Signora Musica
Restiamo sempre dentro una dimensione onirica, o quantomeno surreale, per incontrare la Musica in persona, fuori da una festa, nel mezzo del cammin di nostra vita. Dietro di noi il chiacchiericcio e il rumore di bicchieri, davanti a noi l’oscurità, e l’ignoto di una nuova vita. La Musica accompagna il protagonista del brano (e dei brani), o meglio lo aiuta a trovare la strada, da percorrere con i co-protagonisti del disco che abbiamo già conosciuto lungo il cammino: colei che può dire “che sarà di noi”, e la Stella che “questa notte guarda te”. Nei cori esce fuori un po’ di De Gregori per il pezzo più tradizionalmente cantautoriale del mazzo.

Il mondo di domani
Il cammino è iniziato. La strada è presa, non senza una componente d’incertezza su quel che riserverà il domani. In equilibrio tra un pizzico di nostalgia e la voglia di futuro, l’ultimo brano esce in parte dal percorso personale, rielaborandolo e facendo i conti con il passato e i suoi protagonisti. E proprio come una camminata sul filo tirato tra le Twin Towers, senza più voltarsi indietro (se ti volti cadi!) la canzone si dirige verso il domani, verso il cambiamento. Dedica: grazie, Lucio, per l’ispirazione dei cori, d’alta parte Futura, sei sempre stato proiettato nel domani tu.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.