Donzell*: “Dal Filosofo Allo Stupefacente: ‘Popper’, Un Enorme Malinteso Funzionale”

Donzell*, il progetto che ha come unico membro fisso e fondatore Claudio Millucci, prende vita nel 2020 e dopo i primi singoli “Troppo Italiana”, “Lemon Soda” e “Scorpione” arriva a noi il nuovissimo singolo “Popper“, scritto e interpretato da Millucci insieme a Manuel Natoli, prodotto da Civi.

Prendendo il nome dal famoso filosofo e dalla sostanza stupefacente afrodisiaca, “Popper” si vuole svincolare della teoria popperiana dei tre mondi e vuole <<afferrare la solitudine con una mano e darle una carezza con l’altra>> perché la vita è quello che rimane nel mezzo, <<come quando provi a rientrare in macchina e il tipo di fianco ha parcheggiato troppo vicino>>: l’importante è <<mettersi al volante e ripartire>>.

Ecco l’intervista a Donzell*!

Come nasce l’idea di Donzell*?
Donzell* è un collettivo nato nel 2020 costituito da Claudio, Manuel (cantanti) e Massimiliano (grafico) eravamo tutti colleghi nella stessa catena di negozi stando 10 ore al giorno insieme ci siamo ritrovati a fare questa cosa per ovviare al forte stress lavorativo, buttando in mezzo anche terzi tipo Cristian Monaco, giocatore di Pokèr Online che serve solo a fare budget.

“Popper” è il tuo nuovo singolo. Ma prende più ispirazione dal filosofo o dalla sostanza stupefacente?
“Popper” è un enorme malinteso funzionale. Nasce dal ritornello di Manuel che cita proprio il filosofo, poi invece la seconda strofa parla anche dello stupefacente, ma solo perché ignoravo chi fosse Karl Popper prima di quel giorno. Manuel è quello studiato del collettivo.

La chitarra accompagna il brano e poi lascia spazio a una base sincopata. Come nasce il sound di “Popper”?
Il sound proviene dalle sapienti mani dell’amorevole Civi anche noto come WinnieP di quartiere: producer, rapper, barman, maratoneta, investitore digitale, stakanovista e riesce in tutte queste discipline a pieno ritmo da quasi un decennio.

Descrivendo “Popper” usi una figura retorica che mi piace molto: <<La vita è quello che rimane nel mezzo, come quando provi a rientrare in macchina e il tipo di fianco ha parcheggiato troppo vicino>>, Come ti è venuta? E soprattutto, quante volte ti è successo?
Mi è venuta mentre rientravo dalle poste: un 70enne mi ha parcheggiato troppo vicino e sono rimasto incastrato lì tra il suo ed il mio sportello. Nell’attesa che i pompieri mi portassero in salvo ho potuto riflettere approfonditamente sulla vita. Sicuramente più economico di un viaggio alla ricerca di me stesso, cosa che comunque non potrei permettermi. Fortunatamente è stato un caso unico, o almeno ho cercato su Roma Today e pare non fosse mai successo. Ogni tanto ricontrollo e se dovesse succedere di nuovo sarò lieto di informarvi. Io e l’anziano ora siamo amici, a Pasqua sono da lui.

La teoria dei tre mondi di Popper prevede: il primo mondo composto da entità fisiche, il secondo mondo è quello dell’esperienza soggettiva e il terzo mondo invece abitato dai pensieri umani, cioè dai risultati del secondo mondo. Alla luce di questo, secondo te se Popper fosse oggi un cantante, quale sarebbe il suo genere?
Non ho idea di cosa potrebbe piacere alla buon anima di Popper oggi, sicuramente non Donzell*. Lo dico perché le persone anziane almeno dalle statistiche di Spotify Artist, non sono il nostro target di riferimento.

Parlando dei tuoi precedenti singoli “Scorpione” e “Lemon Soda”, io ci sento tanto alcune basi e musicalità proprie degli anni ’90. Sei d’accordo?
Assolutamente, gli anni ’90 sono stati comunque formativi, andavamo all’asilo/elementari e durante i ’90 abbiamo imparato le basi: addizioni, sottrazioni, analisi grammaticale etc. Senza le scuole pubbliche probabilmente ora non potremmo neanche leggere un libro. Probabilmente per questo anche musicalmente ci ritroviamo più connessi a questi tipi di suoni.

Dove può arrivare il progetto Donzell*?
Se non alla ribalta delle cronache per meriti nello Star System italiano, quasi sicuramente sempre alla ribalta delle cronache per altre motivazioni, ci auguriamo comunque più la prima, anzi, ci accontenteremo anche di fare più live.

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