Giulia Molino: “Da Amici Sono Cambiata, Ora Vivo Come Le Rockstar”

Giulia Molino, rapper e cantautrice finalista della diciannovesima edizione di Amici di Maria De Filippi, è tornata con il nuovo singolo e video “Come Le Rockstar”, una canzone sulla consapevolezza che permette di liberarsi dalla trappola di un amore tossico ed incita ad amare sé stessi.

L’artista di Torre del Greco (NA) ha pubblicato nel 2020 il suo primo EP “Va Tutto Bene” e ha vinto il Premio Lunezia 2020 per il valor musical-letterario assieme a Piero Pelù e Michele Bravi. Con “Come Le Rockstar” la cantautrice sceglie di <<brillare, perché l’amore è energia, non una stanza buia in cui rinchiudersi a cercare le proprie colpe>>. Girato a Roma, il video vede Giulia muoversi in contesti urbani tra le strade notturne e silenziose.

Ecco l’intervista a Giulia Molino!

Ciao Giulia! Come stai? Come hai passato il 2021 a livello personale e artistico?
Tutto bene grazie!
Il livello artistico è stata una conseguenza di come ho passato l’anno a livello personale. È stato un anno un po’ fermo ma ho avuto modo di poter lavorare dietro le quinte sia su me stessa che su tanti progetti che sono nati non solo a livello musicale. Quindi è tutto fermo ma in realtà si muove.

“Come Le Rockstar” è il tuo nuovo singolo. Da dove arriva il titolo?
Si chiama “Come Le Rockstar” perché è in contrapposizione con il contenuto. Dal titolo non si deduce che possa parlare di amore. Come le rockstar è l’ambizione della mia vita, come vorrei vivere: spensierata, facendo ciò che amo, senza mai rimpianti.

Si tratta di una canzone sulla consapevolezza che permette di liberarsi dalla trappola di un amore tossico. Deriva da una tua personale esperienza?
Sì, deriva da una mia esperienza personale. Trovo molto più facile esprimermi riguardo ciò che ho vissuto in prima persona. Tutto ciò che scrivo è autobiografico. Non parla di una relazione recente ma questo ti fa capire il modo in cui ti lascia una cicatrice un’esperienza del genere. Si andrà a riversare inevitabilmente nelle relazioni successive. È come quell’onda che arriva poi torna indietro poi ritorna sulla spiaggia, è un po’ quello il senso, vengo investita da quelle cose lì.

Un brano che incita a saper vivere al meglio delle proprie possibilità, come le rockstar. Quanto tempo hai sprecato con le persone sbagliate?
Guarda io sono una persona molto buona, non vedo mai mai la cattiveria e la malizia. Sono quella della comitiva che dice “Dai magari lo avrà fatto per questo motivo”, tendo a giustificare tutti tranne me stessa. Non me ne rendo conto subito perché sono passionale e molto buona, non vedo il marcio nelle cose e nelle persone, me ne rendo conto nel momento in cui è talmente palese ciò che mi viene fatto che non posso non aprire gli occhi. Ti dirò, non sono una persona orgogliosa o rancorosa, tendo ad allontanarti perché ho amor proprio. So che devo evitare certe persone perché possono ferirmi, non sono compatibili con il mio modo di essere ma niente rancore, mai.

“Sotto la pioggia come le rockstar”. Si dice che la pioggia renda sexy nei video musicali. Justin Timberlake, Beyoncé e Shakira, Rihanna, Maroon 5 ma anche Elisa e Mace/Blanco. Pensavi a qualche artista in particolare mentre la scrivevi?
Mi fa piacere questa domanda. Mentre scrivevo “Sotto la pioggia come le rockstar” immaginavo me ad un mio concerto sul palco mentre pioveva e ho immaginato la sensazione di libertà, è anche questo il significato del titolo del brano. Mi dà quel senso di libertà cantare sotto la pioggia, fregartene che si stanno arricciando i capelli, i vestiti bagnati, e probabilmente il giorno dopo avrai la broncopolmonite. Per il video non mi sono ispirata a nessuno, l’idea più scontata sarebbe stata quella di girarlo sotto la pioggia, artificiale o naturale.

Il video di “Come Le Rockstar” è girato a Roma in contesti urbani, tra San Lorenzo e Piazza Vittorio. Come nasce l’idea del video? E perché è stato girato proprio a Roma?
Io sono molto patriottica, amo tantissimo Napoli e Roma è altrettanto una città che amo però molto più di notte. Non so perché il fascino che tutti vedono di giorno, io riesco a sentirlo moltiplicato per mille la sera. Volevo che il videoclip fosse girato in questa atmosfera cupa e scura, ho pensato perché non Roma! I contesti urbani rappresentano il mio modo d’essere, San Lorenzo, sono zone cercate, volute.

Il 21 aprile 2021 pubblicavi “Napules”, un omaggio alla tua Napoli arrivato un anno esatto dopo le terribili dichiarazioni di Vittorio Feltri (<<I meridionali sono inferiori>>). Com’è il rapporto con la tua terra?
È un rapporto di amore totale sotto ogni punto di vista. Spesso noi del Sud, come è capitato purtroppo con le dichiarazioni di Feltri, veniamo additati come ladri, Camorra, Mafia ecc. Io amo il bello e il brutto di questa città perché quello che vedono i miei occhi e quello che vivono sono le persone, è l’atmosfera è l’odore del caffè, è il mare, il Sole che cala nel mare, sono tante cose. Ogni volta che ne devo parlare non so mai come spiegare in maniera concreta l’amore che provo verso la mia città perché sono per la maggior parte odori, sensazioni. È difficile concretizzarli a parole.

Non è il tuo unico episodio in napoletano, ci sono stati anche “Cchiù Fort” e “Comm’a ll’aria”. Ti piace cantare in napoletano? Hai mai pensato di incidere un disco intero in lingua?
L’ho pensato ma allo stesso tempo è molto complicato non cadere nel folkloristico. L’intento c’è, è una delle idee che ho preso in considerazione in questo periodo perché credo che un’artista debba anche avere un marchio, una riconoscibilità.

Roma e Napoli sono due città molto simili non solo dal punto di vista architettonico ma dal punto di vista delle persone che vivono la vita. Mentre il linguaggio romano è stato sdoganato da Carl Brave, Franco126 e tanti altri diventando la nuova canzone pop italiana, con il napoletano si va verso la canzone napoletana classica oppure verso contesti più rap…
Io ascolto tantissima musica, quindi l’indie-pop romano lo adoro. Carl e Franco li amo, loro hanno usato la cadenza romana, mentre con il napoletano è più difficile perché se canti con la cadenza napoletana vai nel neomelodico ed è diversissimo da quello che vorrei fare io. È complesso.

Quando è scoppiata la pandemia eri nella scuola di Amici, impegnata nel Serale. Puoi raccontarmi cosa hai pensato e come hai vissuto quel periodo?
Vorrei mentirti ma non posso: malissimo. Mi ricordo quando Maria ci venne a comunicare in casetta che non ci sarebbe stato il pubblico perché c’era una pandemia mondiale, morivano persone…è stato brutto. Io e Gaia disperate, in lacrime. Però eravamo lì dentro come una famiglia, eravamo in pochi alla fine del programma e ci siamo stretti in un abbraccio lì dentro, noi che potevamo. Ci siamo consolati l’un l’altro. All’inizio è stata però una bella botta nello stomaco.

A tal proposito hai anche scritto una canzone dedicata al personale sanitario, “Camice Bianco”, che è ancora attuale vista la continua emergenza..
Sì. Uscendo dal programma mi sono catapultata in una realtà di cui non sapevo nulla. Per me sentire di persone che morivano e dei medici che lavoravano h24, degli infermieri…sentivo le ambulanze sotto casa che passavano ogni due minuti. Quello che le persone hanno vissuto da marzo, io ho cominciato a viverle un paio di mesi dopo e ne sono rimasta profondamente colpita, perché sono una persona molto empatica. E ho avuto il bisogno di parlarne in “Camice Bianco”.

Nel 2020, proprio quando eri ad Amici, è uscito il tuo primo EP “Va Tutto Bene” tra Pop e Rap. Riascoltandolo ora, a due anni di distanza, cosa ne pensi?
Attualmente mi sento molto cambiata rispetto a quell’album. Però rispecchia la Giulia di allora. Adesso il progetto che poi presenterò si è evoluto insieme a me, magari tramite quello si potrà percepire il mio cambiamento. Però quella era la Giulia del 2019/2020 quindi è giusto così.

Quali sono gli ascolti che ti stanno portando verso la tua nuova direzione?
Ogni venerdì ascolto la nuova musica italiana e internazionale perché mi piace ascoltare ciò che accade intorno a me. Però se ti devo dire un artista che mi accompagna in questo ultimo periodo è Mecna. L’ho sempre tanto apprezzato come artista e per me è un poeta, io quando ascolto i suoi pezzi sento dei flussi di coscienza, mi piace il modo in cui canta e scrive.

Per chi tifi a Sanremo?
Iva Zanicchi. Sosteniamola! Comunque c’è una rosa troppo grande di artisti validi quest’anno per questo tifo per varie persone, è difficile…sto aspettando Sanremo.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.