Giulia Pratelli: “Lascio Andare Il Superfluo Per Arrivare Alla Vera Essenza”

“Nel Mio Stomaco” è il nuovo album di Giulia Pratelli che rinnova la collaborazione artistica con Zibba, già con l’artista nel precedente “Tutto Bene”. Il disco si compone di 11 tracce tra cui “Qualcuno Che Ti Vuole Bene” scritta e interpretata insieme a Bianco e “Le Cose Da Fare”, già contenuta in “Benvenute”, una compilation prodotta da Musica di Seta e dedicata al racconto della condizione femminile. Chiude il disco “Non Ti Preoccupare”, vincitore del premio “Miglior Testo” al Premio Bianca D’Aponte 2018.

Negli anni Giulia Pratelli è stata ospite dei concerti di Marco Masini, Edoardo Bennato, Diodato e nel 2018 è nel cast di “Com’è Profondo Il Mare”, show in omaggio a Lucio Dalla. Nel 2020 apre alcuni concerti di Paolo Benvegnù e ora pubblica il suo terzo lavoro, “Nel Mio Stomaco”, <<un disco in movimento, fatto di canzoni di passaggio>>. Si sviluppa come una sorta di viaggio <<che può svolgersi all’interno, tra le emozioni e i cambiamenti che ci riguardano come Persone, o all’esterno, tra le cose, le relazioni e ciò che accade intorno a noi>>.

“Nel Mio Stomaco” è un viaggio dentro ma anche fuori tutti noi. Qual è il punto di partenza di questo viaggio? E dove vuoi arrivare?
Il punto di partenza è la voglia di lasciare andare tutto ciò che è superfluo per arrivare alla vera essenza… vorrei arrivare dove la musica può portarmi e, sicuramente, in direzione di un’evoluzione (personale e artistica) sempre nuova.

Come nasce il brano “Qualcuno Che Ti Vuole Bene”? Sei mai stata <<sulle spalle di qualcuno che ti vuole bene>>
È nato pensando a tutte le volte in cui sono riuscita a sentirmi a casa pur trovandomi lontana, grazie alle attenzioni delle persone che avevo intorno, all’ospitalità degli amici e a gesti di affetto anche inaspettati.
Sì e soprattutto ho provato la sensazione di “appoggiare la testa e dormire sulle spalle di qualcuno che ti vuole bene”, che trovo sia un momento bellissimo e liberatorio, nel quale si abbandonano le difese e ci si lascia andare.

Parliamo di “Luglio” e “Autunno”. La prima, a mio avviso perfetta per un viaggio in macchina, la seconda ideale per riflessioni in giornate uggiose. Sei d’accordo? Come nascono le due canzoni?
D’accordissimo! Anche se apparentemente si tratta di brani molto diversi tra loro, le due canzoni sono nate in momenti molto vicini e sono state entrambe decisive per capire che direzione dare all’album.

Descrivi “Nel Mio Stomaco” come un disco in movimento, fatto di canzoni di passaggio. Cosa intendi però esattamente con ‘canzoni di passaggio’?
Intendo canzoni in movimento, che si completano con uno sguardo rivolto all’esterno e che sono pronte a rinunciare alle certezze per assumere un significato sempre nuovo e in risonanza con ciò che le circonda.

In “Tutti Hanno Ragione” canti come l’unica domanda che conti davvero sia ‘tu come stai?’. Ma quante volte ti fanno questa domanda?
Secondo me è una domanda che facciamo troppo poco, almeno nel suo significato più profondo. Viene rivolta spesso a tutti noi ma la maggior parte delle volte è solo un modo per salutare, un’abitudine, quando invece sarebbe la domanda più difficile di tutte e implicherebbe risposte a volte complesse, che ci dovremmo prendere il tempo di formulare e ascoltare.

Ascoltando “Un’Altra Volta” mi viene in mente la situazione dell’opinione pubblica che, molte volte, dà la colpa di femminicidi e abusi alle donne invece che agli uomini. In Italia sono state più di 100 le donne uccise nel 2021, cosa pensi stia succedendo nel nostro paese? Credi che questa escalation sia anche colpa della pandemia?
Per rispondere davvero a questa domanda dovremmo interpellare esperti in materia di psicologia e sociologia… credo comunque di poter dire che la situazione che viviamo da ormai due anni porti con sé strascichi emotivi enormi e vada a complicare ulteriormente situazioni familiari e relazionali difficili, che si reggono su un fragile equilibrio. I numeri, purtroppo, parlano chiaro: ci dimostrano che il problema è più che mai attuale e ci impongono di smettere di voltarci dall’altra parte.

Domanda difficile: Roma o Milano?
Risposta facile: Roma. È una città in cui ho vissuto, la conosco, le voglio un bene enorme e le devo tanto.

Concludi il disco con “Non Ti Preoccupare”, un brano in cui rifletti da dove sei partita e dove sei arrivata. Quale sarà il tuo prossimo viaggio?
Non lo so con precisione ma spero che, ovunque porti, sia un viaggio di musica, verso un concerto e con la chitarra in spalle.

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