L’opera rock “Shine Pink Floyd Moon”, testamento di Micha van Hoecke

Foto di Massimo Danza
Foto di Massimo Danza

<<Il canto è una danza che si sente e la danza è un canto che si vede>>Micha van Hoecke

Danza e musica si fondono per uno spettacolo unico. “Shine Pink Floyd Moon” è l’incontro dei brani storici dei Pink Floyd con i balletti e le espressioni corporali del coreografo e regista russo-belga Micha van Hoecke, scomparso nel 2020. La sua eredità è portata sul palco dai movimenti di Denys Ganio che interpreta Syd Barrett, già ètoile del Balletto di Marsiglia ed interprete dal famoso Pink Floyd Ballet di Roland Petit, balletto cult che debuttò nel 1973, in piena epoca pop, con la band inglese che suonava dal vivo.

Proprio dal Teatro Olimpico di Roma i Pink Floyd Legend, il miglior tributo italiano al gruppo inglese, sono ripartiti con quello show mitologico, dopo quasi 50 anni dalla prima. Il punto focale di tutto è proprio “Shine On You Crazy Diamond” che Roger Waters, Nick Mason, Richard Wright e David Gilmour vollero dedicare a Syd Barrett, perso nella parte “oscura” della Luna, intesa come malattia mentale. E proprio la Luna sovrasta il palco immagazzinando pensieri e immagini del tempo: dalla Guerra in Vietnam alle paure, dalla perdizione al muro da abbattere dei pregiudizi e dei generi musicali.

Foto di Malcolm Levinkind
Foto di Malcolm Levinkind

Syd/Ganio ha un alter ego giovane e guizzante, il ballerino Mattia Tortora, affiancato dai solisti e corpo di ballo Compagnia Daniele Cipriani mentre i PFL suonano alle loro spalle i brani iconici dei Floyd come “You”, “Comfortably Numb”, “Us And Them”, “Wish You Were Here”, “Welcome To The Machine”, “Breathe”, “The Great Gig In the Sky”, “Mother” e “Another Brick In The Wall”. Un surreale allunaggio sul pianeta Pink Floyd con balletti e scenari onirici per un <<moto scandito da un continuo processo di nascita-morte-rinascita>>, un lavoro intriso di speranza in cui <<la fantasia diventa l’arma per combattere il materialismo che imperversa, il potere e le brame che incombono oggi>> ed è il testamento di Micha van Hoecke.

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