New Ocean: “Impulsivo Come Un’Onda: Sbagliare Significa Crescere E Migliorarsi”

Foto di Simone Nicolaci
Foto di Simone Nicolaci

New Ocean, artista milanese dall’animo impulsivo e istintivo, pubblica il nuovo singolo “Che Bella Storia”, energico e incalzante che unisce ricercate sonorità house, un’attitudine punk e un testo leggero con un testo che tratta di relazioni tossiche.

“Che Bella Storia” parla di due persone che si lasciano trasportare da brivido e piacere, in una relazione sbagliata, come una rosa rossa <<incredibilmente bella ma piena di dolorose spine>>. Un peccato che si vorrebbe commettere, sapendo che non si può. <<Ma quanto è forte quell’impulso e possiamo davvero resistergli? Dobbiamo essere liberi, istintivi, come onde in un oceano>>.

Ecco l’intervista a New Ocean!

“Che Bella Storia” parla di due persone che si lasciano trasportare da brivido e piacere, in una relazione sbagliata. Quanto c’è di autobiografico nella canzone?
Se devo dare una risposta concisa, “Che Bella Storia” è la rappresentazione di un’esperienza che io in primis ho vissuto. Andando più a fondo, posso dirvi che per alcuni elementi, si tratta di una connubio tra realtà e fantasia. Io ho il privilegio di raccontare agli altri le mie esperienze, e gli altri magari le ascoltano pure, che è un grande onore, ma ho anche il dovere di parlare di ciò che gli altri possono capire, perché voglio trasmettere un’emozione agli ascoltatori e non un messaggio astratto e incomprensibile. Come tutti gli artisti ho un “super-potere”, cioè posso creare un ponte magico tra realtà e finzione, che mi permette di trasformare la realtà e i fatti realmente accaduti, e renderli una canzone di New Ocean, non so se rendo l’idea. Ecco, “Che Bella Storia” è proprio questo: un ponte magico tra realtà e pura fantasia, un pezzetto di me.

Quanti “sbagli” hai fatto fino ad ora?
Credo di farne tanti. Se è anche normale sbagliare, perché significa letteralmente crescere e migliorarsi (come fa il bambino che per imparare a camminare cade e poi si rialza), devo dire che la mia indole mi porta a sbagliare più spesso di chi è più riflessivo.
Questo è il motivo per cui il mio nome è legato all’Oceano: mi sento impulsivo, come un’onda che travolge chiunque si trovi sulla sua rotta e quindi per me non è raro fare qualcosa perché sento di farla e poi pentirmene. Ma non me ne faccio un grosso problema, è molto meglio fare qualcosa che viene da dentro e poi pentirsene, che star fermi immobili a subire le scelte degli altri, che di sicuro non è meglio. Il testo della canzone dice tutto: “sei uno sbaglio che ora farei, che bella storia, sei tutto ciò che vorrei e non dovrei, è un’altra storia”. Ossia, se voglio qualcosa la prendo, mi importa poco delle conseguenze.

Affermi che dobbiamo essere <<liberi e istintivi come onde in un Oceano>>. Non hai paura però di confonderti ed essere inghiottito dal mare?
Sono d’accordo, con l’Oceano non si può scherzare, questo è poco ma sicuro. Purtroppo i surfisti lo sanno bene e qualcuno non è mai più tornato a casa. Però sono abbastanza sicuro che il senso di libertà e spensieratezza nel cavalcare l’indomabile è qualcosa di unico: significa superare le proprie paure e godersi la vita nel vero senso della parola. Voler essere liberi comporta sempre e comunque il rischio di farsi più o meno male in cerca della propria spensieratezza. Come dicevo prima, in fondo amo correre il rischio se la posta in gioco è alta. Anche se soffro, sono più felice nel mio essere un artista “libero” ed esprimere ciò che sento, piuttosto che una persona che si reprime per paura di essere giudicata.

Tra il punk e la house. Ci sono artisti di questi due generi che hanno particolarmente ispirato “Che Bella Storia”? E più in generale quali sono i tuoi ascolti?
Fin da bambino ho ascoltato qualsiasi genere possibile e immaginabile, tra cui: pop, punk, rap e house, sia dall’Italia che dal mondo. Per ciò che riguarda le influenze Punk, cito gli intramontabili Sex Pistols. Mentre per la musica house, prendo ispirazione da una serie di produttori “freschi”, tra tutti sicuramente devo nominare i Disclosure e il loro sound unico e inequivocabile. Ascolto anche altri talenti un po’ meno conosciuti, come il mio producer Gamuel Sori, che ancora non è una superstar mondiale, ma sforna hit house tutto il giorno, manco fosse un panettiere. Più in generale, la mia top 5 di artisti è completamente internazionale e comprende: Blink182, YungBlud, 21 Pilots, Justin Bieber e Post Malone; i miei preferiti in assoluto.

Foto di Simone Nicolaci
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