“DeAndré#DeAndré”: nei cinema la libertà, la memoria e l’eredità di Faber

Correva il 1973 quando Fabrizio De André scrisse uno dei suoi album più politici della carriera, “Storia Di Un Impiegato”. Figlio, seppur in ritardo, del movimento del 1968, concept album che è la parabola di un uomo da grigio burocrate statale a (goffo) bombarolo nemico di ogni forma di potere (“non esistono poteri buoni” canta Faber ne “La mia ora di libertà”), “Storia di un impiegato” è soprattutto il manifesto della conversione politica di Fabrizio.

Un disco che non ha mai cessato di essere d’attualità e che mai come in questi tempi, dove la frenesia capitalistica e consumistica ha avvolto tutta la società in una spirale che sembra senza fine, torna a essere stringente. In “DEANDRÉ#DEANDRÉ Storia di un impiegato” la regista Roberta Lena chiama mette al centro della scena Cristiano, figlio di Fabrizio (impressionante tanto la somiglianza fisica quanto nel modo di parlare fra i due) e fa aprire i cassetti della memoria, fino a tornare indietro nel tempo proprio ai giorni della registrazione del disco.

Il film documentario, quindi, si snoda fra i ricordi della casa di Portobello di Gallura, le serate con il circolo di amici del padre che comprendevano nomi del calibro di Paolo Villaggio, Ugo Tognazzi e Marco Ferreri, il rapporto non sempre facile con il genitore, la difficoltà di portare quel cognome così pesante e dover essere sempre all’altezza del Genio di Fabrizio De André. A questi si alternano spezzoni dei concerti tenuti da Cristiano poco prima della pandemia per portare in tour proprio “Storia di un impiegato” appositamente riarrangiata. In particolare le immagini si riferiscono al concerto tenuto al Teatro Brancaccio di Roma, luogo altamente simbolico perché fu sede degli ultimi concerti di Faber nel 1998.

Il film vede la partecipazione straordinaria anche di Filippo De Andrè (figlio di Cristiano) e Dori Ghezzi, seconda moglie di Fabrizio. Anche per loro tanti ricordi che li legano alla figura di uno fra i più iconici e geniali cantautori della scena italiana. Racconti intimi e inediti, che rendono il docu-film prodotto da Nexo Digital (solo il 25, 26 e 27 ottobre al cinema, l’elenco delle sale è qui) una piccola chicca tanto per i più pasionari fra i fan di Faber quanto per chi si trovasse ad avvicinarsi all’opera e al genio di un gigante della musica italiana.

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