Adduci: “Ognuno È Un Universo A Sé, Siamo Noi L’Ultimo Poeta”

“Se Invece Di Sbattere Gli Occhi” è il primo album di Vincenzo Adduci in arte Adduci uscito a maggio 2021 e raccoglie alcune riflessioni nate a seguito dell’attenta osservazione delle interazioni che l’artista ha vissuto con le persone intorno a sé.

Dopo i singoli “Parte Di Me”, “Una Ragione Per Odiarti”, “Cerchio Sul Display” e “Mare Di Parole”, il cantautore di origine napoletana pubblica “Ultimo Poeta”, accompagnato da un video diretto da Antonio Delli Santi e ci dice chiaramente come possano esistere molti tipi di lieto fine ma <<qualcuno visse felice e contento anche da solo>>.

Ecco l’intervista ad Adduci!

Chi è secondo te l’ultimo poeta?
La figura del poeta di professione è ormai estinta, ma la poesia continua a essere un affare che riguarda ciascuno di noi. Ogni volta che cerchiamo le parole, ogni volta che proviamo a capire cosa ci succede, siamo l’ultimo poeta.

Proprio nel tuo ultimo singolo, “Ultimo Poeta”, canti <<meglio non innamorarsi mai>>, ne sei proprio sicuro?
Ne sono convinto razionalmente, così come sono convinto che la nostra vita non possa essere vissuta razionalmente. Le mie canzoni non sono quasi mai autobiografiche, anche se chiaramente posso scrivere solo di ciò che conosco e che ho vissuto. Volevo spingere questa storia fino all’esasperazione.

Hai affermato che <<anche la peggiore delle giornate storte può essere superata con il giusto equilibrio tra godersi il presente e guardare avanti>>. Per te è più importante vivere il presente oppure essere proiettato nel futuro?
Ho riscontrato che molte filosofie religiose, così come alcuni influencer o life coach vari, consigliano di vivere il presente per essere felici. Io sono sempre stato naturalmente predisposto a proiettarmi nel futuro, ed è un aspetto di me di cui ho preso coscienza e che cerco di gestire. Non lo ritengo un aspetto necessariamente negativo, ma è chiaro che sia indispensabile trovare un equilibrio affinché, parafrasando Tenco, i sogni non restino soltanto sogni mentre l’avvenire diventa passato. (cfr. Tenco, “Un giorno dopo l’altro”).

Qualcuno visse felice e contento anche da solo. È il tuo caso?
Io non mi definirei né felice né infelice in senso assoluto, perché si tratta di due condizioni emotive transitorie. Penso sia salutare imparare a essere indipendenti da altre persone, stare bene con sé stessi nella solitudine della propria testa, specialmente se si decide di condividere il proprio percorso con altre persone.

Hai indagato te stesso nel tuo primo album “Se Invece Di Sbattere Gli Occhi”. Oggi, a qualche mese di distanza dall’uscita, com’è il tuo rapporto con gli altri? Continui a indagare te stesso?
Suppongo sia inevitabile per tutti indagare sui propri pensieri e sui propri comportamenti! Credo di avere un buon rapporto con le persone che mi circondano, per me ogni persona è un universo a sé, e anche quando non riesco a capire non posso fare a meno di esserne affascinato.

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