Colapesce e Dimartino, mostri perfetti nella replica all’Auditorium di Roma

Foto Auditorium Parco della Musica

Completo rosa per Colapesce, completo blu per Dimartino. I due siciliani sul palco dell’Auditorium Parco della Musica di Roma per la seconda sera di fila presentano i brani del primo album collaborativo “I Mortali”. I due <<mostri perfetti>> sono tornati così dinanzi a un pubblico curioso di vedere questa fusione nata, oramai, da una decina d’anni e, dopo il successo del tour 2020, replicano una tournée arricchita da quella “Musica Leggerissima” dominatrice per mesi delle classifiche.

Ancora una volta sul palco, come due fratelli, si cercano con gli sguardi e si trovano con le mani, le vocalità danzano tra loro nella prima parte della scaletta, totalmente dedicata ai brani del disco. Le canzoni si avvicendano senza pause quasi a significare la solennità dell’atto concertistico, tornato finalmente a noi dopo un ennesimo lungo stop e, speriamo, di non dover mai più rimanere senza musica live.

Con “CuoreIntero” viene accantonato il progetto doble e prendono nuova vita i rispettivi brani da solista: da “Ti Attraverso”, “Totale” – scritta proprio con il bassista – “Satellite” e “Decadenza e Panna”<<una canzone bella>> – di Colapesce, fino a “Giorni Buoni”, “Non Siamo Gli Alberi” e “I Calendari” di Dimartino. Una “Musica Leggerissima” risveglia le fotocamere di tutti i presenti per la vera Canzone del 2021, quella che per quattro minuti ci fa dimenticare ogni volta la pandemia e ci fa venir voglia di saltare col dito al cielo.

Foto Auditorium Parco della Musica

Dopo un accenno della musica leggerissima versione Moroder e una breve pausa, i due cantautori omaggiano il loro compatriota scomparso con l’ancora attualissima “Povera Patria”, già portata all’Ariston, in una preghiera collettiva di luci bianche per ricordare forse il più grande coraggioso della storia della musica italiana, cui Colapesce e Dimartino devono tutto: il Maestro Franco Battiato.

Però <<i Greci lo sapevano già che è figa l’immortalità>>, la massima ambizione di ogni artista e, chiaramente, anche di Lorenzo Urciullo e Antonio Dimartino mentre contano le sedie presenti – <<saranno sedicimila>> – riconoscendo il loro vero proprietario: <<sono di Coez, ha fatto una canzone d’amore e ha investito in sedie>>. Anzi si corregge Colapesce, <<sono metà di Coez e metà di Diego Bianchi>>. Ma ora, solo per stasera, sono state conquistate dalla Trinacria.

SCALETTA

  1. Adolescenza nera
  2. Cicale
  3. Rosa e Olindo
  4. Luna araba
  5. Noia mortale
  6. L’ultimo giorno
  7. Raramente
  8. Cuoreintero
  9. Ti attraverso
  10. Totale
  11. Giorni buoni
  12. Satellite
  13. Non siamo gli alberi
  14. Toy boy
  15. Il prossimo semestre
  16. I calendari
  17. Decadenza e panna
  18. Parole d’acqua
  19. I mortali
  20. Musica leggerissima
  21. Povera patria
  22. Majorana

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