Il cuore colmo e gli occhi pieni di Diodato

Diodato – Foto di Auditorium Parco della Musica, Roma

In passato c’era un percorso elettivo che ogni cantautore era destinato ad esplorare: Sanremo, Cantagiro, Canzonissima. Non esattamente in quest’ordine. I primi e più famosi a fare questo “festival tour” sono stati Little Tony, Adriano Celentano, Gino Paoli ma insieme a loro anche tantissimi altri. Poi è rimasto solamente il Festival della Canzone Italiana, a Sanremo, per un abbraccio poderoso della Rai che non ha voluto far scomparire la kermesse più prestigiosa della Penisola.

Proprio dai grandi cantautori del passato – Tony, Celentano Paoli – Diodato si è formato e ha scelto di rappresentare quel cantautorato delicato, personale e triste ma carico di emozioni e aspettative per il futuro. Nato ad Aosta, originario di Taranto e romano d’adozione: Antonio Diodato è a tutti gli effetti un oriundo della canzone italiana; prende ispirazione da ogni Regione e trascina ogni esperienza personale nel pentagramma, in un dolceamaro di sentimenti popolari.

Un sabato sera all’Auditorium Parco della Musica di Roma (17 luglio) che profuma di domenica, di chiusura e riapertura, come quelle che, purtroppo, negli ultimi mesi hanno colpito i lavoratori, non ultimi quelli del mondo della musica a cui <<non manca il coraggio>> di tornare ogni volta sul palco e lavorare. Ma <<la domenica mi mette tristezza>> ammette il cantautore dopo aver intonato “La Lascio A Voi Questa Domenica”; ricorda poi un’intervista in cui gli avevano chiesto “E se vinci il Festival di Sanremo che fai?”: non c’è dubbio <<vado a fare la maratona di New York>>. E poche settimane fa, alla domanda “E Se l’Italia vince l’Europeo Che Fai?”, ancora <<faccio un’altra maratona, quella di Londra>>. E ora gli tocca.

Diodato ha vinto il Festival di Sanremo 2020

<<Una volta la domenica era anche la giornata dello sport>> e proprio dal calcio Diodato riparte e, da tifoso della Juventus, è riuscito abilmente a mettere in musica la storia di Roberto Baggio <<il mio idolo>> – senza pressioni, descrivendo in musica “L’Uomo Dietro Il Campione” (colonna sonora del film Netflix), quel campione che dall’errore del rigore nella finale mondiale di USA ’94 è riuscito a risalire grazie all’aiuto del buddismo e di Carlo Mazzone.

La vittoria di Sanremo nel 2020 con “Fai Rumore” è stato l’inizio dell’incubo ma anche un monito che dai balconi italiani, tra marzo e maggio, è salito fino al cielo, un grido di speranza per continuare a vivere e sopravvivere. Poi, finito il primo incubo, dopo l’estate 2020, ha deciso di passare qualche giorno a Roma <<ma sono rimasto nove mesi>>, nel cuore di Trastevere, in una Roma <<dominata dai gabbiani>>. In quei mesi <<c’era sempre una canzone che mi veniva in mente quando rimanevo solo>>, “Roma Nuda”, un omaggio alla città e a Franco Califano che il tarantino suona intimamente piano e voce.

Ognuno di noi ha vissuto una storia d’amore, grande, e che, per una qualche strana vicissitudine, è finita lasciando strascichi e pensieri che, maldestramente, ci fanno rimanere ancora attaccati a quel ricordo. Ripensi a lei/lui con quel sorriso inebetito sul lato sinistro della bocca quasi a voler dire ‘è stata una bella occasione’ ma poi è tutto finito, “Fino A Farci Scomparire”. Questa è l’esatta sensazione di un concerto di Diodato, un ricordo bellissimo, di una storia d’amore bellissima, vissuta magnificamente ma volata nel vento, lasciando il cuore colmo.

SCALETTA

  1. Di questa felicità
  2. Un’altra estate
  3. Ubriaco
  4. Mi fai morire
  5. E non so neanche tu chi sei
  6. Mi si scioglie la bocca
  7. Solo
  8. La luce di questa stanza
  9. Amore che vieni, amore che vai (Fabrizio De Andrè cover)
  10. Ma che vuoi
  11. Babilonia
  12. Adesso
  13. La lascio a voi questa domenica
  14. L’uomo dietro il campione
  15. Fino a farci scomparire
  16. Quello che mi manca di te
  17. Cosa siamo diventati
  18. Roma nuda (Franco Califano cover)
  19. Gli alberi
  20. Fai rumore
  21. Essere semplice
  22. Non ti amo più
  23. Che vita meravigliosa

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