Valos: “Racconto Un’Altra Faccia Delle Banlieue: Ribelle Per Riscatto”

“Brillerà” è il primo EP di Valerio Valiante alias Valos, rapper romano classe 2003. Nel suo lavoro composto da sette tracce – cui partecipano Naver, Roose 66 Santana, Wave, Zua e Lil Kaneki degli Psicologi – traspare tutta la voglia di riscatto: l’obiettivo principale è brillare andando oltre i palazzi di Via di Donna Olimpia, luogo raccontato in “Ragazzi Di Vita” di Pasolini, e di Monteverde, che rappresenta la sua ‘banlieue’.

La sua periferia è un ostacolo da superare non solo fisicamente ma anche mentalmente, Valos traccia un suo percorso emotivo e storico in cui individua gli elementi cardine della propria identità: la famiglia, le amicizie, la determinazione a farcela.

Ecco l’intervista a Valos!

“Brillerà” è una volontà, un verbo dedicato alla tua carriera? Ti senti stretto tra i palazzi di Monteverde?
‘Brillerà’ è una volontà dedicata a tutti quei ragazzi che vogliono realmente far qualcosa del loro futuro. Credo di far parte di quei ragazzi, quindi in un certo senso è anche dedicato alla mia carriera. La mia zona ed i suoi palazzi sono uno dei fattori per i quali sono ciò che sono, è la fonte da cui nasce la maggior parte della mia ispirazione. 

Nel 1955 Pasolini raccontava la vita dei giovani del sottoproletariato romano nella sua opera “Ragazzi Di Vita”. Credi sia cambiato qualcosa da allora? E cosa vuol dire vivere oggi nella tua ‘banlieue’?
Quelli erano anni totalmente diversi dai quali sembra essere cambiato tutto, secondo me è solo cambiata la forma di quelle problematiche derivanti dalle stesse cause o simili.
L’idea di quanto sia difficile brillare in un contesto di banlieue anche come italiano di seconda generazione possa dar vita ad una forte voglia di riscatto, indipendenza dando vita alla forza di inseguire ciò che mi rende più felice, pensando sempre da dove vengo e perché sono così. 


Libertà e poter scegliere il proprio destino. È questo ciò che vuoi per lasciarti alle spalle la tua banlieue?
La libertà possono anche essere le banlieue stesse dipende solo da come si interpretano e da che prospettiva vengono guardate. Grazie al mio modo di vedere le banlieue posso raccontare un’altra faccia di esse, dando spunto a tanti ragazzi che vivono la mia stessa quotidianità.

Soffri di “Attacchi Di Panico”? Come nasce il featuring con Lil Kaneki degli Psicologi?
La vita è come se fosse un perenne attacco di panico, con i suoi ostacoli ed i suoi imprevisti, ma non è solo questo un attacco di panico può nascere da un primo bacio o dalla vittoria della Roma. L’attacco di panico è modo di vivere un’emozione. Lil Kaneki ed io abbiamo molte cose in comune tra cui proprio questa emozione e abbiamo voluto trasmetterla all’interno del brano in tutti i modi in cui si possa vivere un attacco di panico.
Questa collaborazione nasce con un’amicizia di base che ci ha portato a parlare e discutere di determinati temi con visioni comuni e dalla scelta di  scriverle nero su bianco . 


Hai iniziato cantando nei cori e prendendo lezioni di pianoforte. Ma come è nato il tuo amore per il rap? E quali sono stati i primi artisti rap che hai ascoltato?
Il mio rapporto con la musica mi ha sempre portato a sperimentare generi diversi tra cui il rap che mi ha permesso di esprimere la sofferenza per la morte di mio nonno al quale ero molto legato. Scelsi il rap perché il sound e le linee guida portavano ad una rivisitazione degli ideali con una ribellione derivante sempre dalla voglia di riscatto. Ad oggi il rap e l’evoluzione di esso mi ha permesso di capire come realmente esprimere in modo positivo i valori ed i messaggi che mi contraddistinguono. Tutto ciò grazie a tante tante ore passate ad ascoltare chi era già brillato, come Emis killa, Rocco Hunt, Luchè, Club Dogo, Clementino, Noyz Narcos. Grazie ai loro brani ho deciso di intraprendere il mio percorso. 

Sulla copertina di “Brillerà” c’è una foto di te da bambino con in mano un fucile giocattolo, come mai hai scelto proprio questa istantanea per il tuo EP?
Ho voluto intitolare l’EP “Brillerà” perché vogliamo trasmettere la speranza di poter arrivare ai propri sogni nonostante le tante problematiche che possono avere le nostre storie e le nostre radici. Abbiamo scelto quella foto di me da piccolo perché è proprio da bambini che nascono i sogni e quel fucile rappresenta la perenne lotta sin da piccoli per inseguirli.

Per te la musica rappresenta un’opportunità di riscatto sociale? Come ti vedi tra 10 anni?
La musica ha dimostrato di essere un’opportunità di riscatto sociale, di crescita e a volte ha dimostrato anche di essere una vera e propria medicina. Senza musica non vivremmo il mondo che viviamo. Tra 10 anni sarò sempre con la mia musica, con i miei amici, con la mia famiglia, ma soprattutto vorrò essere felice di aver fatto qualcosa di buono. Solo il tempo ci dirà se sto lavorando bene, io nel dubbio continuo a farlo.

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