Nove: “Da Paure E Dubbi Nasce ‘Saturno’, Un Vortice Di Emozioni”

“Saturno” è l’EP di debutto di Roberta Guerra in arte Nove, anticipato dai singoli “Vocabolario” e “Numeri Pari”. Quello di Nove è un mondo elettronico, ossessivo e ironico-romantico e ci regala un nuovo capitolo dove si rinnova l’immagine enigmatica e sfacciatamente pop di uno dei nomi più interessanti della nuova scena indipendente.

<<Saturno è piccolo viaggio fatto di numeri, parole e sbalzi d’umore. Saturno compie una rivoluzione in poco meno di 30 anni>> e questa è stata la sorte della cantautrice che non vive di rimpianti ma si lascia trasportare dalle emozioni.

Ecco l’intervista a Nove!

In che momento della tua vita nascono i brani di “Saturno”?
In un momento di rivoluzione. Avevo tanti dubbi, paure, domande che mi passavano per la testa e ho iniziato a buttare tutto su un foglio. Nell’ultimo anno ho ruotato assieme a Saturno e mi sono ritrovata in un vortice di emozioni contrastanti.

Il titolo prende il nome dal dio greco dell’agricoltura. Saturno è una divinità che “promuove la trasgressione dell’ordine vigente allo scopo di generare una mancanza di regole”. Ti identifichi in questa descrizione? Ti senti trasgressiva?
A mio modo si. Mi sento trasgressiva nei confronti di me stessa perché non mi accontento mai e mi spingo sempre oltre. Sono in continua scoperta, crescita personale e cerco sempre di spostare i paletti che mi pongo qualche centimetro più avanti.

Nel brano “Cosa Dicono Di Me” denunci tutte quelle persone che ti parlano alle spalle. Quanto è importante oggi sentirsi se stessi e continuare per la propria strada senza pensare ai giudizi altrui?
È fondamentale anche se non è affatto semplice. In primis sto ancora provando a lasciarmi scivolare davvero di dosso quello che un’altra persona possa pensare di me. Sono molto sensibile e spesso, anche se non lo do a vedere, soffro del giudizio degli altri o di una mancata considerazione. “Cosa dicono di me” quindi l’ho scritta un po’ come un mantra da canticchiarmi nei momenti di down.

Descrivi “Saturno” come un <<piccolo viaggio fatto di numeri, parole e sbalzi d’umore>>. Ci sono frasi che avresti voluto dire ma che non sei riuscita o non hai potuto? Magari a qualche amico/a o a qualche scomodo ex?
In realtà ho scritto anche troppo; come ho detto all’inizio non mi sono posta limiti. Ho buttato fuori tutto quello che provavo e penso che si possa percepire ascoltando l’intero EP.

“Solo il silenzio ha il diritto di parlare” è una delle frasi più rappresentative di “Tagliati a Metà”, brano che hai scritto nel 2018 dopo la caduta del Ponte Morandi. Oggi, a più di due anni di distanza, che ricordo hai di quel giorno? E cosa hai provato scrivendo quella canzone?
Il 14 agosto 2018 mi trovavo proprio a Genova come tutti sono rimasta scioccata dall’idea che un ponte, dove c’ero passata mille volte, potesse essere crollato così, come se fosse stato un foglio di carta. Ricordo che sono stata a casa, ipnotizzata davanti la tv, per dei giorni e ad un certo punto ho avuto proprio il bisogno di sedermi al pianoforte e far uscire la mia rabbia, dolore, lacrime.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.