Metcalfa: “Mi Ritrovo Nella Dicotomia Tra Silenzio e Violenza”

La Metcalfa è un insetto che si nutre di linfa vegetale ma anche il nome artistico dietro cui si cela Metello Bonanno che ha appena pubblicato il disco di debutto “Siolence”, incontro tra “Silence” e “Violence”.

L’artista è il primo esponente della hybrid music che presenta un suono che mischia elettronica, influenze jazz, atipiche soluzioni timbriche e ritmiche. “Siolence” è stato scelto come titolo per <<tradurre in parole quello che succede all’interno del disco e le sensazioni che, si spera, possa suscitare nell’ascoltatore>>. Il disco vede attimi di pura quiete affiancati ad elementi più ruvidi, in modo da creare un interessante connubio sonoro.

Ecco l’intervista a Metcalfa!

Descrivi il disco come <<Attimi di pura quiete affiancati ad elementi più ruvidi, in modo da creare un interessante connubio sonoro>>. Come sono nati i brani di “Siolence”?
In parte sono nati da delle sensazioni o da sogni che ho fatto e che ho voluto convertire in musica, e in parte vengono da uno studio più razionale a livello musicale (come il continuo call and response tra melodia e ritmo). Diciamo che comunque in entrambi i casi ho ritrovato questa dicotomia tra energia e calma, silenzio e violenza, quiete e tempesta.

“Siolence” ha sonorità cupe e riflessive, aggiungerei anche notturne. Mi ricorda molto le atmosfere delle colonne sonore di “Drive” e “Blade Runner”. Sei d’accordo?
Hai assolutamente colto nel segno, citando due dei miei film “più preferiti” di sempre. Inoltre sono sempre stato appassionato di sound design e musica per immagini, quindi questo parallelismo è più che giustificato.

A proposito, se dovessi immaginare “Siolence” come colonna sonora di un film, quale sarebbe?
Mh… o un film diretto da Wes Anderson oppure un film di animazione.

“Siolence” è l’incontro tra le parole “Silence” e “Violence”. In Metcalfa quale delle due parti è prevalente?
Sicuramente di più quella del silenzio, essendo una persona tendenzialmente molto calma e riflessiva. Ma, come disse John Dryden, guardati dalla furia dell’uomo paziente…

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