Vezzoso e Collina: “Portiamo In Oriente Il Linguaggio Universale di “Italian Spirit'”

Vezzoso e Collina – Foto di Paola Sibona

Dal 2014 il duo formato dal trombettista piemontese Marco Vezzoso e il pianista jazz ligure Alessandro Collina ha percorso molta strada con 5 album e numerosi concerti in Italia e internazionali. Spaziando tra un repertorio originale e i grandi classici della musica italiana e della tradizione jazz, i due artisti hanno pubblicato “Italian Spirit”, 11 tra le più belle canzoni italiane – da Vasco a Samuele Bersani, da Dalla a Conte e i Tiromancino – reinterpretate in versione strumentale.

Martedì 23 marzo Vezzoso e Collina presentano per la prima volta live “Italian Spirit” nell’evento in diretta streaming “Italian Spirit: Live Streaming In Tokyo”: un esclusivo concerto per l’auditorium “Umberto Agnelli” dell’Istituto Italiano di Cultura di Tokyo. Il concerto sarà registrato presso lo storico teatro Casone di Ortovero in provincia di Savona, e contemporaneamente proiettato per il pubblico presente nell’auditorium della capitale giapponese. Successivamente sarà disponibile sui canali dell’Istituto Italiano di Cultura di Tokyo (https://iictokyo.esteri.it/iic_tokyo/it/) e sulla piattaforma Eventi OnLine dell’Istituto Italiano di Cultura di Osaka (https://eventionline.net/).

Ecco la nostra intervista a Marco Vezzoso e Alessandro Collina!

“Italian Spirit” vede 11 tra le più note canzoni del repertorio di musica leggera italiana reinterpretate in chiave strumentale per tromba e piano. Come mai avete scelto proprio questi brani? Queste canzoni rispecchiano anche i vostri ascolti personali?

Marco: “Italian Spirit” nasce principalmente dalla stima artistica reciproca e da una forte amicizia con Alessandro. Quando, questi due fattori sono riuniti i progetti nascono in modo naturale e “Italian Spirit” ne è la conferma. Con “Italian Spirit” volevamo portare all’estero, e soprattutto in oriente, la melodia contemporanea italiana che non ha niente a che invidiare ai grandi classici. Da qui è nata la folle idea di portare Sally in Cina. Il processo di scelta è stato piuttosto lungo e laborioso in quanto i brani erano migliaia. La cosa che cercavamo erano delle melodie che potessimo adattare al nostro modo di suonare. Le abbiamo provate e riprovate, pensando ai dettagli di ogni arrangiamento, alle scelte armoniche. Alcune le abbiamo abbandonate, tante altre le abbiamo cambiate e ricambiate fino a quando non abbiamo trovato ciò che cercavamo.
Alessandro: Nella concezione di “Italian Spirit” ci siamo concentrati principalmente sulla scelta di melodie che potessero adattarsi al nostro modo di suonare unite a delle scelte armoniche e ritmiche che corredassero il tutto. Ogni arrangiamento è stato pensato nei minimi dettagli e ha avuto un tempo di incubazione relativamente lungo, quindi direi che nessun brano è stato più laborioso che altri nel riarrangiamento, visto che abbiamo passato molto tempo su tutti. E ovviamente gran parte di queste melodie rispecchiavano i miei ascolti di gioventù.

Nel disco ci sono solamente due canzoni cantate, “Enfant Prodige” e “Stasera Che Sera”. Come mai?

Marco: In “Enfant Prodige” alla voce abbiamo invitato la cantante Marie Foessel, famosa soprattutto per la sua partecipazione al gruppo vocale Les Grand Geule. Con Marie abbiamo un gruppo, proprio in Francia, in cui rendiamo omaggio alla musica di Paolo Conte ed era quindi per noi evidente introdurla in “Italian Spirit”. Mentre con Andrea Balducci, nostro amico comune, volevamo ricreare l’atmosfera di fine serata in un jazz club newyorkese, città in cui Andrea vive e si esibisce come crooner da molti anni. Ci piaceva inoltre l’idea di traslare una canzone cantata da una voce maschile nell’originale ad una voce femminile nella nostra personale versione e viceversa.

In “Italian Spirit” il jazz incontra la musica leggera italiana. Un connubio che sembra difficile da immaginare. C’è un brano che avreste voluto reintepretare ma non siete riusciti ad inserire in “Italian Spirit”? O magari lo inserirete in un prossimo progetto?

Marco: Sicuramente l’impronta strutturale di “Italian Spirit” è jazz in quanto ci sono ampi momenti di improvvisazione ma personalmente mi piace pensare alla musica come un linguaggio universale e ai vari stili come accenti diversi della stessa lingua. La nostra scommessa è soprattutto di cercare di creare un nuovo filone artistico che possa avvicinare il grande pubblico alla musica strumentale, in ogni parte del mondo mescolando pop, rock, world music e musica classica. Noi amiamo la musica fatta bene qualunque stile esso sia e credo che questo si percepisca in “Italian Spirit” che mi piace definirlo un disco strumentale ma senza etichetta di stile.
Alessandro: La scelta ha richiesto molto tempo, abbiamo ascoltato molti brani, atmosfere diverse, periodi diversi, sicuramente ci siamo sempre più convinti che questo disco rappresenti l’inizio di un progetto che può durare nel tempo e prevedere più capitoli…di una storia fantastica ,quella della canzone d’autore italiana che tanto viene apprezzata nel mondo.

Il 23 marzo salirete sul palco del Teatro Casone di Ortovero, Savona, per un live in streaming proiettato all’Auditorium Umberto Agnelli nell’Istituto Italiano di Cultura di Tokyo. Come sarà salire di nuovo su un palco?

Alessandro: Certamente l’emozione è tanta, soprattutto poter riprendere la professione che amiamo rappresenta davvero una boccata di ossigeno puro, inoltre poter promuovere la musica italiana all’estero ci rende davvero orgogliosi, le prove sono andate molto bene per cui siamo davvero carichi di energia positiva!! Let’s do it!!
Marco: Una vera e propria boccata di ossigeno soprattutto visto l’immediato stop per la nostra professione da un anno! In più con Alessandro si stavano progettando nuovi viaggi in Oriente e soprattutto in Cina dove le cose per noi stavano andando molto bene. Siamo comunque molto contenti e riconoscenti all’istituto italiano di cultura di Tokyo e di Osaka che hanno reso possibile l’incontro virtuale con il nostro pubblico giapponese al quale siamo particolarmente legati.

Per l’occasione sarete accompagnati dal percussionista Andrea Marchesini. Potete darci qualche anticipazione sulla scaletta?

Alessandro: Andrea ha saputo impreziosire in modo egregio la proposta di “Italian Spirit”, da grande professionista è entrato nel progetto in punta di piedi, ascoltando le nostre impressioni su cosa cercavamo da un punto di vista ritmico e percussivo all’interno del repertorio, durante le prove ci siamo lasciati andare e come magia…tutto scorreva in maniera mirabile! Il nostro live per il futuro parla più di trio che di duo…. La scaletta? Una sorpresa….per il nostro pubblico giapponese ma non solo!
Marco: Fino a poco tempo fa non avevo mai collaborato con Andrea ma avevo sentito molto parlare di lui e sempre in ottimi termini. Ora posso affermarlo, Andrea è un grande professionista e ha saputo dare nuova linfa e nuovi orizzonti al nostro progetto.

Vezzoso e Collina - Foto di Paola Sibona
Vezzoso e Collina – Foto di Paola Sibona

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