Sanremo 2021: il racconto della prima serata del Festival

<<Questo è il Festival della ricrescita.. Casomai quello della Rinascita>>

Inizia al buio la prima serata di Sanremo 2021 tra Amadeus e Fiorello con il direttore artistico che poi scende le scale del teatro Ariston facendosi il segno della croce e leggendo qualche breve riga. Mantello di fiori e “Grazie Dei Fiori” versione rock per Fiorello, da subito a stupire il pubblico a casa – casomai non si fossero già stupiti con l’ologramma Jedi di Vincenzo Mollica.

Via alle prime quattro Nuove Proposte: Gaudiano (“Polvere Da Sparo”), Elena Faggi (“Che Ne So”), Avincola (“Goal!”), Folcast (“Scopriti”). Esibizioni pulite e senza stonature, aiutati da abiti da colori sgargianti. Trotto dei due mattatori tra le poltrone vuote prima della busta che sancisce il passaggio in semifinale di Folcast e Gaudiano.

Tornati dal ‘Telefunken di Draghi’ e con il (speriamo) buon auspicio di Diodato che ci ricorda i bei tempi prima del lockdown con la sua “Fai Rumore” inizia la gara. A sciogliere il ghiaccio è Arisa e la sua “Potevi Fare Di Più” scritta da Gigi D’Alessio: look aggressive in total red tra sussurri e grida per una storia d’amore arrivata al capolinea. Meno convincente delle due canzoni che le hanno dato la vittoria prima tra le Nuove Proposte con “Sincerità” (2009) e poi tra i Big con “Controvento” (2014).

Matilda De Angelis, la ‘Jennifer Lawrence italiana’, scende le scale sorprendendosi di non esser inciampata per la sua prima co-conduzione all’Ariston e spiana la strada al duo siciliano composto da Colapesce e Dimartino. La “Musica Leggerissima” dei due cantautori ricorda quella un po’ più tonica degli Empire of The Sun e della loro “We Are The People”, rimandi alla disco anni ’70 e ai falsetti di Alan Sorrenti, già ne “I Mortali”.

<<Ne hanno parlato tutti>> – soprattutto in conferenza stampa – e l’umile Zlatan Ibrahimovic regala subito la sua perla – <<Un onore per te avermi qua>> – rivolgendosi ad Amadeus. Le regole del ‘Festival di Zlatan’: 11 contro 11, gli altri <<vendili>>, un palco di 105 x 68 <<come San Siro, sennò è annullato>>. Iniezione di umiltà per la macchietta Ibra che bacchetta Ama presentando Aiello. Tanto sesso e ibuprofene, la cura di “Ora” del cantautore calabrese che sparecchia le carte del teatro vuoto.

Alessia Bonari, l’infermiera della lotta al Covid, nota per la foto con i ‘lividi’ lasciati dalla mascherina, invita a non abbassare mai la guardia mantenendo distanze con mascherina e pulizia costante. La coppia più attesa, Francesca Michielin e Fedez, forse non al massimo delle attese con “Chiamami Per Nome” spiana invece la strada alla ‘signora del rock’ nonché super ospite Loredana Bertè che con un medley – “Il Mare D’Inverno”, “Dedicato”, “Non Sono Una Signora”, “Sei Bellissima” – porta a scuola tutti i 26 Big ma tuttavia l’inedito “Figlia Di”, dai ritmi spagnoleggianti, lascia perplessi.

Ma torniamo alla gara. Il ‘Leonardo’ della musica italiana (in carne e vestiti) Max Gazzè porta la sua Trifluoperazina Monstery Band – cinque cartonati di Igor, Jimi Hendrix, Queen Elizabeth, Marilyn Monroe e Paul McCartney – e l’elenco delle medicine, dopotutto è “Il Farmacista”. Breve parentesi di cronaca estera: altri 45 giorni in detenzione per Patrick Zaki e l’auspicio che possa tornare nella sua Bologna. Noemiin sostituzione a Irama – torna a tre anni di distanza dal suo ultimo Festival con “Glicine”, un brano sul cambiamento – ha perso una decina di chili, si è affidata a un nutrizionista durante la pandemia.

Satira ‘ficcante’ di Fiorello a parte e condimento con “Se Stasera Sono Qui” del tanto amato – ma solo da qualche anno da queste parti – Luigi Tenco, è il momento della vera attrazione del Festival: il trasformista Achille Lauro che, condito da glitter e piume alla Marylin Manson, canta “Solo Noi”.
Una delle artiste preferite di Cristiano Ronaldo arriva con “Voce”: Madame, un po’ alla Junior Cally edizione 2020 – guanto di pelle e abito sbrilluccicante – non tradisce le sue origini rap e trap.

La De Angelis scolarizza Amadeus sul bacio mentre i Maneskin non ci fanno di certo rimanere “Zitti e Buoni”. Momento Ibra e arriva il “Momento Perfetto” di Ghemon, un andamento funky jazz che rispolvera anche le origini rap dell’artista campano. Amadeus e Fiorello ricordano Claudio Coccoluto, scomparso a 59 anni nella notte, uno dei più noti dj del mondo.

Vivavoce al telefono con Claudio Santamaria, Gianni Morandi, Mara Venier, Antonio Cabrini, Jovanotti. Intermezzo da evitare ma passiamo avanti. Ricordando il celebre Sanremo del 1989 e il duetto di Leali-Oxa in “Ti Lascerò” – cantato da Fiorello e Matilda De Angelis – il coro di Fiorello su “Vasco” di Jovanotti, la lambada, la gara non si ferma. “Le Fiamme Negli Occhi” dei Coma Cose risuona nel vuoto Ariston, tra una “Canzone Del Sole” e “Vado Al Massimo”. Stupenda prova vocale di Annalisa con la sua “Dieci”, tipica ballad pop della cantante uscita da Amici che quest’anno festeggia i dieci anni di carriera.

“Fino a farci scomparire” e “Vita Meravigliosa”: ultima parentesi di Diodato sul palco. Penultimo Francesco Renga con “Quando Trovo Te”, un brano con più cambi di tempo che membri d’orchestra presenti in sala. Chiude la kermesse Fasma con “Parlami” – dalle Nuove Proposte del 2020 al palco dei Big – ma l’ombra di Achille Lauro si staglia sopra di lui.

Musica di qualità con la Banda della Polizia di Stato in un medley sulle melodie di “Oblivion”, “Tango por una Cabeza” e “Libertango” di Carlos Gardel e Astor Piazzolla. Un’esibizione che si inserisce tra le celebrazioni del 40esimo anniversario della legge di Riforma dell’Amministrazione della Pubblica Sicurezza. Si chiude la prima – lunghissima – serata con la classifica dei primi 13 Big.

Leggi i voti dei primi 13 Big


Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.