Lostinwhite: “Bisogna Fermarsi E Trasformare L’Entusiasmo In Convinzione”

I Lostinwhite – letteralmente ‘perso nel bianco’ – è il progetto di Vittorio Bianchi tra soul, jazz-funk, acid jazz, R&B con la voce di Sofia Anessi. Completano la formazione Arki Buelli alla batteria, Roberto Gherlone al basso, Andrea Fazzi alle chitarre e Angelo Peli al sax.

“The Week” è il nuovo brano del gruppo, liberamente ispirato da un aforisma di Paolo Coelho: <<una settimana è un tempo sufficiente per decidere della propria vita>>. Il brano è la breve, ma intensa storia di una liberazione, di una preziosa presa di coscienza e di un abbandono delle paure e del dolore.

Ecco la nostra intervista ai Lostinwhite!

Paulo Coelho diceva che <<una settimana è un tempo sufficiente per decidere della propria vita>>. Lo credete anche voi? Com’è la settimana dei Lostinwhite?

Sì, siamo convinti che quando si ha il coraggio di fermare tutto per una settimana e ci si dedica a capire cosa si vuole fare, allora i dubbi si sciolgono, le paure si smussano, l’entusiasmo si trasforma in convinzione, i passi da fare si delineano…ed è fatta. Le settimane dei Lostinwhite ora sono diverse da un anno fa, ma abbiano trovato il modo di trasmetterci energia e di lavorare per il progetto senza poterci vedere dal vivo.

Come nasce il sound vintage di “The Week”?

Il suono “Old School” permea tutto il progetto Lostinwhite. È una scelta di fondo, fatta di strumenti intramontabili come il Fender Rhodes e di arrangiamenti articolati da realizzare, ma molto semplici da ascoltare. La volontà di non chiudersi nei canoni ristretti del Pop/R&B attuale è il nostro modo di dedicare un tributo alla black music legacy.

“Saturday will be easy”, “Sunday will be so easy”. Com’è cambiato il vostro weekend nell’ultimo anno?

Usiamo il nostro week end per recuperare le forze e lavorare singolarmente sulle nostre parti; a volte scatta la fatidica call in cui ci confrontiamo sui nuovi pezzi. E ci manchiamo un sacco l’un l’altro.

“The Week” è la storia di una presa di coscienza in cui jazz, soul e R&B si incontrano. A quale artista del passato vi sentite più vicini?

Se proprio dobbiamo sceglierne uno solo, Stevie Wonder è il nome giusto. E per fortuna fa ancora parte del presente.

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