Tancredi Hill: “Emotional Pop: Prendo Il Dolore E Lo Rendo Positivo”

“Don’t Leave Me Alone” è l’ultimo singolo di Tancredi Hill in cui l’autore parte da un testo crudo e dalla tematica delicata come la violenza fisica e/o psicologica per trasformarlo in una canzone da dancefloor.

Tancredi con questo singolo si pone l’obiettivo di ispirare le persone invitandole ad amarsi per ciò che sono, in quel modo unico e loro soltanto.  Un inno all’amore per se stessi. Tancredi rivolge il brano alle persone che vengono bullizzate, a chi pensa di non essere abbastanza e a chi cambia se stesso solo per piacere agli altri.

Ecco la nostra intervista a Tancredi Hill!

Ciao Tancredi! Ti va di raccontarci come nasce “Don’t Leave Me Alone”?

Certo!! Don’t leave me alone è una canzone nata spontaneamente durante un percorso interiore che ho fatto dopo la fine della mia relazione. Molto spesso quando siamo in una relazione abbiamo bisogno di quell’amore per essere felici e facciamo di tutto pur di non restare soli.. Durante questo percorso personale ho capito che in realtà dovremmo focalizzarci sul non perdere mai noi stessi più che non farci abbandonare dagli altri perché quando hai te stesso, potranno abbandonarti tutti ma tu non sarai mai più solo!!  

Hai portato un testo crudo in una musica da dancefloor, perché? E soprattutto a quale artista/band ti sei ispirato per il sound?

Definisco la mia musica Emotional Pop cioè una musica formata da un testo vero, sincero, reale, appoggiato ad una base pop/dance. Molti pensano che questa sia solo una scelta stilistica ma in realtà questo è il mio modo per riscattarmi dalle brutte cose. Prendere il dolore e metterlo su una base positiva su cui puoi ballare toglie tutto il potere negativo che quella situazione e quei ricordi hanno su di te. E da vittima diventi l’eroe della tua storia. Adoro la musica internazionale e i grandi cantanti del passato, ma credo che il mio stile musicale in questo momento sia molto vicino a Dua Lipa!!

Cosa ti ha spinto a trasferirti a Londra? Credi che anche oggi – Brexit a parte – il Regno Unito possa offrire un futuro musicale agli esordienti?

Sai, molto spesso noi mettiamo dei limiti alle nostre capacità e ai nostri sogni. Non crediamo mai di meritare di meglio o di poter fare qualcosa di grande. Andare a Londra, imparare l’inglese e fare musica in inglese per un mercato internazionale era il mio sogno più grande e per tanti anni ho creduto di non poter fare qualcosa di così grande, Anche perché tutti quelli attorno a me dicevano che ero pazzo a voler fare una cosa del genere….ma alla fine ho capito che non importa chi tu sia e da dove tu venga, se lavori sodo puoi fare qualsiasi cosa e prima o poi la vita ti darà una possibilità. E così mi sono trasferito nel Regno Unito 6 anni fa ed ho imparato l’inglese parlando con le persone in strada, al bar, ovunque… ed ho cantato in strada a Piccadilly Circus per farmi conoscere dagli inglesi e poi ho iniziato non solo a pubblicare musica in inglese nel Regno Unito ma anche a scrivere testi in inglese per artisti inglesi. Tutto è possibile se ci credi, ma ovviamente dietro ci sono stati enormi sacrifici come il fatto di non vedere mai la mia famiglia ed i miei amici, di non aver speso gli ultimi 6 natali insieme… Il Regno Unito è sicuramente più aperto rispetto ai giovani talenti, si rischia ed investe di più in personalità diverse. C’è molta varietà nella musica inglese .

Come ricordi la tua esperienza a X Factor con il gruppo vocale FM?

X Factor Italia è stata una delle esperienze più belle della mia vita, avevo solo 17 anni e mi ha dato quella spinta per migliorarmi sempre di più e di toccare il mondo della discografia con mano. Ad X Factor ho davvero capito di voler essere un cantante pop e di volerlo fare a livello internazionale . E così finito X Factor sono partito per il Regno Unito ed ho iniziato la mia carriera da solista fino ad arrivare ai miei primi 100.000 streaming su Spotify con il mio nuovo singolo Don’t Leave Me Alone che hanno davvero ripagato tutti i sacrifici fatti fino ad ora.

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