Passenger: Un Personaggio In Cerca D’Autore (E D’Amore)

Il 9 maggio 1921 al Teatro Valle di Roma andava in scena per la prima volta “Sei Personaggi In Cerca D’Autore”, il dramma più famoso di Luigi Pirandello. L’opera (nell’opera) è la rappresentazione delle vicende, vizi e virtù, di sei personaggi che irrompono sulla scena durante le prove de “Il Giuoco Delle Parti” e convincono il capocomico a fargli raccontare le loro storie.

Michael Rosenberg veste i panni del direttore del teatro che Pirandello istituì e, in un’altra nazione e in un altro linguaggio, si diletta nel raccontare lui stesso le storie dei broken hearted, degli ubriachi, dei reclusi tra le mura domestiche per i dolori dell’anima. Dei reietti del cuore. Insomma di quelli che, a dir loro, hanno dei conti da saldare con il resto del mondo o anche solo con loro stessi.

Poco è cambiato in cento anni dai sei personaggi di Pirandello alle dieci storie in musica di Passenger. Ognuno di essi giace al lato di una strada in attesa di farsi raccontare da chi sappia farlo meglio, con una chitarra e un pianoforte. Tuttavia tra i personaggi ubriachi e con il cuore spezzato c’è l’autore stesso che scrive “Songs For The Drunk And Broken Hearted” alla fine della relazione con la sua compagna. Parla della sua <<incredibile vulnerabilità e delle pessime decisioni>> che si sono susseguite dopo la storia d’amore. Esternare un dolore è la maniera migliore per passare oltre.

L’uscita era programmata per maggio 2020 ma, non convinto, Michael ha voluto aggiungere tre brani tra cui “Sword From The Stone”, in cui – come da titolo – ha estratto la sua spada dalla roccia, è riuscito in un’impresa titanica: ha purificato il suo cuore e allontanato dall’antro più buio della sua anima.

E non importa allora che il tour mondiale sia stato posticipato per una pandemia – a proposito, dalle nostre parti arriverà prima a luglio a Merano e poi in ottobre a Milano – ora l’importante è rimettere in moto il cuore e nel modo giusto. Anticipato da una trilogia di differenti personalità, Passenger esplora l’amore e l’ubriachezza come una commistione di eventi. La serie inizia con “A Song For The Drunk And Broken Hearted”, forse la più autobiografica tra le tracce del disco, ambientata in un bar semivuoto con i clienti che annegano i propri dolori nell’alcol. Poi “Suzanne”, come a richiamare la musa di Leonard Cohen, in cui un’anziana signora riflette – anche qui da sola e in un bar – sul tempo passato. Il terzo atto è “Remember To Forget” in cui Michael arriva alla quinta ed ultima fase del ‘lutto’, quella dell’accettazione e si adopera a dimenticare ciò che lo ha logorato. L’amore.

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