Re Del Kent, “Sottocultura”: track by track del primo disco

“Sottocultura” è il primo disco dei Re Del Kent: la band milanese sembra porsi come obiettivo quello di far sopravvivere la scena alternative rock con testi in italiano, ispirandosi alle band anni ’90 e ’00.

Un album <<molto underground>> che nasce in un box sotto un supermarket. Grezzi, sporchi e cattivi ma solo nel sound.

Ecco il track by track di “Sottocultura” dei Re Del Kent!

Intro
Tecnicamente era in Mibemo…rte ed era più lungo. Ma non siamo riusciti a contattare adult swim per i diritti ed anche il servizio clienti di netflix non è riuscito ad aiutarci.

Campi di odio
Nasce dopo qualche birra, che fa nascere spesso cose. Se vogliamo essere precisi è un incrocio tra una storia letta su un quotidiano ed una serie tv. Entrambe… non hanno lieto fine. Per niente!

Bianco e Nero
È un pezzo contro la nostra società e tutto quello che ci gira attorno. Un mondo per cui o sei bianco o sei nero, non ci sono sfumature. Dritta dritta come un pugno in faccia, ovviamente dal nostro bassista. Sia il pugno in faccia che il testo.

Ribelle
Scritta un bel giorno su una panchina in pausa pranzo, osservando la gente passare e riflettendo sulle nostre vite. Sempre del nostro bassista. Siamo molto fieri di lui quando salta la pausa pranzo per noi.

Vivi
È il pezzo più immediato e difficile da capire allo stesso tempo. Lo scopo principale è…Valorizzare il bassista. Un bel ragazzo. Fidatevi! Merita il suo spazio, infatti lo avrà anche nei live!

Cunicoli
Mah diciamo che questi cunicoli possono essere qualsiasi luogo dove ci si sente sicuri ed a proprio agio. Una sala prove, una spiaggia, una casa ma anche un concerto, un cinema o mille altri posti. Qualcuno magari poi sceglie davvero dei cunicoli… Scelta sicuramente problematica. Ma ognuno ha i suoi gusti.

Avvocato del Diavolo
In questo caso si parla di avvocati, teoricamente i primi che dovrebbero lottare per i diritti di altri, praticamente un po’ meno. Diciamo che vale per chiunque decide di mettere davanti al buon senso ed alla giustizia il proprio rendiconto. Come noi d’altronde mettiamo davanti a tutto fama e successo… Ovvio no?!

Quindici anni
Prima o poi si diventa grandi, anche grazie agli errori e le cicatrici che ci si porta dietro. Avremo sempre ansie o paure e l’imparare a conviverci ed accettarle, forse, è un ottimo primo passo per vivere meglio. Noi nel dubbio continuiamo a fare c***ate nonostante i 30 passati, ma comunque mettiamo gli asterischi sulle parolacce. Piccoli grandi passi.

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