La festa virtuale dei Gorillaz: “Song Machine Live”

“Strange Timez To Feel Alive”

Sono tempi strani, tempi incerti quelli che canta Robert Smith, leader dei Cure, nel brano apripista del concerto virtuale dei Gorillaz – in diretta su LIVENow dai Kong Studios – loro che dal virtuale ci sono nati ma che poi si sono evoluti e hanno preso forma dalla mente di Damon Albarn.

Poi arriva l’ologramma di Beck, il “Loser” della musica statunitense si improvvisa Cecchetto-Obi Wan Kenobi in una sorta di gioca jouer e falsetti dai toni acidi. Mentre la bianca Keytar Korg di Mr. Albarn si impenna.

Gorillaz Beck End of a Century “Song Machine Live”

Terzo ospite della serata, Leee John. Il cantante soul arriva per “The Last Chord” regalando uno dei momenti più puri di musica live. Con ovazione finale da parte della band.

Jump into the eighties con “Pac-Man” e poi con “MLS”, un giro tra il Bronx e la Yakuza, tra Stati uniti e Giappone, tra Oriente e Occidente, i due grandi schieramenti innovativi del Novecento.

La meraviglia delle voci di Elton John e Damon che si incontrano dal vivo – purtroppo il Sir è registrato ed estratto dal video originale di “The Pink Phantom” – e si miscelano per arrivare dritti al cuore. Arriva l’oppio (“Opium”) fatto voce e volto – EarthGang – e si parte in un volo pindarico di disco & bass.

I ringraziamenti di Damon lasciano spazio a qualche giro in regia con 2D e Doc (Albarn e Jamie Hewlett versione cartoon) per poi tornare alla presenza di sua maestà Peter Hook, direttore di una delle tracce più belle dei Gorillaz, “Aries”.

Un temporale a lavare le anime, le note di “Dead Butterflies” come una pausa di riflessione da una storia d’amore di tanti, troppi anni. Da ‘quel ramo del lago di Como’ arriva Fatoumata Diawara (ologramma) per cantare “Désolé” e ha la potenza di far comparire la diamonica, quello che fino al 2001 era solamente uno strumento musicale usato nelle scuole medie per occupare il tempo dei professori di musica non di ruolo.

La beatitudine momentanea (“Momentary Bliss”) fa capolino dagli abiti cockney di Slowthai e degli Slaves e trova forma nel quasi punk-rock esalato dal brano. Dopo le Song Machine ecco un salto indietro di 15 anni per arrivare alla medievale “Fire Coming Out of the Monkey’s Head” e poi alla versione simil-natalizia di “Last Living Souls” con tanto di luce rossa e albero addobbato. Albarn fa scuola riprendendo dal suo zaino scolastico “Dracula” che ben si sposa con le anime di alcuni politici – Donald Trump e Jair Bolsonaro ma anche Orban – che hanno succhiato il sangue e calpestato i diritti dei propri cittadini.

Non perdiamoci però in Paradiso (“Don’t Get Lost In Heaven”) perché il percorso al peccato, in fin dei conti, non è così facile quando si vogliono in tutti i modi seguire le regole. Il coro poi richiama a sé il demone tentatore (“Demon Days”).

Mr. D. tira fuori dal cappello l’Omnichord per risuonare il primo successo dei Gorillaz, dedicato a uno degli attori e registi più famosi del mondo, “Clint Eastwood”, in pochi secondi remixata alla strenua di una festa hip hop reggae beat guidata da Sweetie Irie.

Applausi. Solo applausi.

Gorillaz End of a Century "Song Machine Live"

SCALETTA

Strange Timez
The Valley of the Pagans
The Last Chord
Pac-Man
MLS
The Pink Phantom
Opium
Aries
Dead butterflies
Désolé
Momentary Bliss
Fire Coming Out of the Monkey’s Head
Last Living Souls
Dracula
Don’t Get Lost in Heaven
Demon Days
Clint Eastwood

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