AC/DC: i minatori del rock e le pietre preziose di “Power Up”

George Orwell affermava che <<il minatore più di ogni altro rappresentava il prototipo del lavoratore manuale>> cioè quello che grazie alla potenza e alla velocità delle sue mani portava a casa il sostentamento per la sua famiglia. Un <<attore invisibile che siamo capaci di dimenticare come dimentichiamo il sangue che ci scorre nelle vene>>.

L’azione del minatore, sempre uguale e con orari ben precisi, era quasi infinita: iniziava da piccolo per poi concludersi in età avanzata. Perché non c’era una normativa pensionistica e l’aspettativa di vita non era delle migliori – molti minatori arrivavano all’età adulta con problemi cronici polmonari dovute alle continue problematiche di ventilazione nel sottoterra.

La miniera è il luogo in cui sono contenuti i tesori: avviene da qui l’estrazione di minerali, rocce, carbone e pietre preziose. Un’azione sempre uguale per una ricerca minuziosa degli stessi materiali. Nel 1975 un gruppo di australiani è entrato in una miniera picchiando e continuando ad estrarre metalli preziosi per 45 anni: oggi nel 2020, quando tutti pensavano fossero stati risucchiati nella Bocca dell’Inferno, i minatori AC/DC sbucano dopo un lungo percorso nel nebbioso Golgota per consegnare una nuova energia, “Power Up”.

I cinque minatori australiani – Brian, Angus, Stevie, Cliff e Phil – prendono sotto braccio i loro armamenti per tornare dopo 6 anni nella stessa miniera e riportare alla luce le stesse gemme preziose.

E il furor di popolo è, come sempre, alle stelle.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.