Maradona È Mille Culure

Foto Panoramic/Press Association Images

Maradona È Mille Colori
Mille colori non servono per descrivere l’eclettismo dell’argentino campione del mondo, il napoletano di Lanùs, genio e sregolatezza. Il 25 novembre, una data segnata già dalle morti di George Best e Fidel Castro, amico di Diego, per cui si inimicò tutti gli Stati Uniti.

La rappresentazione del numero 10
Diego era l’incarnazione massima del gioco nel rettangolo verde, non è eresia affermare che sia stato “il più grande di sempre”. Il 10 è il numero atomico del Neon, che tutto illumina e guida. Diego ha illuminato una squadra e una città, Napoli, ha dato una speranza ai ‘guappi’ dei vicoli partenopei, è stato un simbolo, un dio a cui rivolgere le proprie preghiere fuori dalle chiese.

Napoli è Maradona, Maradona è Napoli
E sempre sarà così, perché i murales che dagli anni ’80 continuano a distendersi sulle facciate dei Quartieri Spagnoli e Sanità (ma non solo) con il volto e la maglia di Diego guardano e proteggono la città dall’alto e non giudicano mai i cittadini né le loro abitudini di vita. Sticker sui motorini, sulle serrande dei negozi, edicole dipinte di azzurro con gli occhi come quelli di Diabolik, agli angoli della metro, magliette (vere o false) del Napoli modello Buitoni e Mars – quando gli sponsor sgomitavano per avere un posto di primo piano sul fronte delle t-shirt agonistiche – alimentari e negozi con gadget di Maradona. Questa era Napoli negli anni ’80 e questa è Napoli oggi.

Ve la immaginate Napoli senza Maradona?
Una città che grazie all’argentino, ha trovato una vera identità. Tra bizantini, saraceni e impero ottomano – e quello zampino che ci metteva sempre la Chiesa – la città di Napoli è sempre stato un mare in tempesta che continuava ad avere mille identità ma mai una che rimanesse negli annali e la simbolizzasse. Per questo dobbiamo arrivare al 5 luglio 1984, giorno in cui venne ufficialmente presentato un giovane di 23 anni dal nome Diego Armando Maradona. Tre anni dopo (stagione 1986/1987) il Napoli vinse il suo primo scudetto e nel 1989 la Coppa Uefa. Ma intanto l’Argentina veniva portata sul tetto del mondo con la vittoria del Mondiale nell’86.

Proprio in Europa Maradona fu leader indiscusso grazie anche a una sua ‘esibizione’: sul campo del Bayern Monaco in semifinale, il numero 10 si lasciò andare a un ballo con palleggi e sue solite scarpe slacciate sulle note di “Life Is Life” degli Opus. I tifosi tedeschi cercarono di intimidire il Napoli ma Diego ne trasse solo beneficio per il riscaldamento e finì lui stesso per intimidire i crucchi.

Maradona era genio e sregolatezza
Le sue interviste sempre al limite e la cocaina che lo portò una notte in fuga dall’Europa poi quelle parole che qualche anno dopo risuonano ancora in tantissimi servizi televisivi: <<Pensate cosa sarei potuto essere senza il fantasma della cocaina>>.
Diego, noi ti abbiamo amato così, con la tua anima musicale che ha trovato riparo nella città più musicale d’Italia, Napoli. ‘O mamma, sai perché ci è sempre battuto il Corazon? Abbiamo visto tutti Maradona e quello che ha fatto.

<<Perché io, invece dei soldi, preferisco correre dietro ad una palla>>

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