Moonage: “Riportiamo In Chiave Moderna Un Sound Immortale”

La band milanese dal sound internazionale Moonage ha da poco pubblicato il nuovo singolo “Freaks” che unisce funk anni ’70 a un sound più moderno e anticipa il nuovo progetto discografico.

Il testo è ricco di immagini evocative, incentrate sul tema della vita di città vista con gli occhi di una generazione legata alle trasformazioni ambientali e climatiche: le stelle fuori dalla finestra sono in realtà zanzare rimaste schiacciate sul muro, le linee sul palmo della mano ricordano quelle della metropolitana, e il caos urbano riempie la testa.

Ecco la nostra intervista ai Moonage!

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Ciao ragazzi! Come nasce il progetto Moonage?

I Moonage nascono nel 2016 dopo vari esperimenti tra cover band hard rock, gruppi tributo ai Red Hot Chili Peppers e un’adolescenza all’insegna di davvero poche docce. Poi abbiamo capito che la musica era andata avanti e abbiamo sentito il bisogno di inseguire un sound nuovo trovando questa formazione definitiva.

Avete affermato: “Freaks” è ricca di immagini evocative, incentrate sul tema della vita di città vista con gli occhi di una generazione ormai sempre più legata alle trasformazioni ambientali e climatiche. Quanto ha influito la vostra città, Milano, nella stesura della canzone?

Tantissimo. Milano è un’esplosione di esperienze, eventi, persone. Ci siamo sempre fatti trascinare dalla foga della vita urbana e abbiamo interiorizzato il ritmo pulsante del cuore della città. Anche nei suoi aspetti più controversi, come la questione ambientale, ne siamo imprescindibilmente legati.

Uno studio pubblicato dal Breakthrough National Centre for Climate Restoration (centro di ricerca di Melbourne, Australia) ha descritto il cambiamento climatico come <<una minaccia su breve-medio termine all’esistenza della civiltà umana>> e crede in una fine del mondo così come lo conosciamo per il 2050. Ora vi chiedo, vista l’attenzione mostrata in “Freaks” per il clima, quale futuro può avere il nostro mondo?

E secondo voi perché abbiamo un ingegnere come batterista? Nel suo studio in provincia di Milano abbiamo già pronto un piano di fuga in caso di disastro climatico.
Tornando seri: siamo davvero preoccupati, eufemismo per dire che ci stiamo cagando sotto. E sarebbe un bene che tutta l’umanità iniziasse a farlo, è importante che si senta già la pressione di un tema decisivo per la nostra sopravvivenza in modo da costituirne una sfida da vincere collettivamente. Nell’album che uscirà a breve ne abbiamo parlato spesso e lo faremo più esplicitamente nei prossimi lavori: ci piacerebbe incarnare la lotta per un mondo sostenibile con la nostra musica, ci sentiamo in prima linea e cercheremo di diffonderne quanto più il messaggio.

“Freaks” mi riporta alla mente, oltre a Nile Rodgers, anche le atmosfere dei Rooney in “Calling The World” e dei Coldplay in “Adventure Of A Lifetime”, esempi recenti di synth-pop che incontrano ritmi funky. Vi rispecchiate in questa mia similitudine?

Abbastanza. La nostra regola è sempre una: riportare in chiave moderna un sound immortale che ancora oggi può essere valorizzato, sull’onda di quello che hanno fatto altri artisti a cui ci ispiriamo. Parliamo di Parcels, Tame Impala, Foster the People. “Adventure of a lifetime” ci ha ispirato più nel video in cui ballano come scimmie, ci rispecchia molto come metafora e al loro concerto abbiamo esattamente ballato così.

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