Seryo: ecco i nuovi singoli “Bad Boy” e “Per Un Po’ Di Metadone”

Seryo pubblica i nuovi singoli “Bad Boy” e “Per un po’ di metadone”, anticipazioni del progetto discografico in uscita nei prossimi mesi, con le copertine di Emmanuel Viola in arte Evviart.

In “Bad Boy”, il tema portante è introdotto dal suono di alcuni campanellini per una melodia ipnotica e disturbante dalle forti influenze dark musicali e cinematografiche con arpeggi di chitarra grunge e uno sfogo sonoro finale. 

“Vorrei che chi ascoltasse lo facesse con la mente e il cuore aperti, immaginando che io gli stia parlando guardandolo negli occhi. Vorrei creare ‘disturbo’, un disturbo dall’indole punk rock, vero, crudo, di quelli che, dopo aver creato delle crepe interiori, ti invitano a risanarle riflettendo.”

“Per un po’ di metadone” mette in luce le fragilità espresse nel dolore che si affronta quotidianamente quando si è in cerca della propria strada. Solo attraverso l’ammissione delle proprie debolezze si è in grado di raggiungere lo stato di massima forza. La metafora del metadone rappresenta l’amore, spesso utilizzato per combattere il dolore che si sta provando, a volte però il sentimento rischia di diventare una dipendenza, trasformando una relazione sana in una tossica.

“Credo sia veramente l’amore a muovere tutto, l’amore verso ciò che facciamo, l’amore verso qualcuno, l’amore per noi stessi. Nella mia vita ammetto che un paio di volte mi si è fermato il cuore ma proprio quando non ho sentito più il battito nel petto mi sono accorto di quanto fosse importante sentirne il ritmo, le accelerazioni, i rallentamenti.”

Il singolo si apre e si chiude con il suono di un pianoforte vintage che suscita emozioni immortali, suonate nel presente ma vissute nel passato. Come in “Bad Boy” anche qui sono fortemente presenti le chitarre, questa volta in reverse, come ad indicare che, in un mondo guidato dagli stereotipi, dirigersi verso la direzione opposta può dimostrarsi la soluzione più giusta.

Ascolta “Bad Boy” e “Per un po’ di metadone” di Seryo.

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