“Rosso Moscardi” è la preziosità del quotidiano

In principio era il Rosso Valentino, un colore di eco al vino, alle fragole e alle guance che d’inverno prendono un colore mai visto; negli anni duemila arriva il Rosso Relativo di Tiziano Ferro, una denuncia alla sua bulimia notturna, nulla quindi aveva a che vedere con il colore ricreato dallo stilista italiano.

Rosso è ambizione e genuinità, cuore e sangue. Sentimenti a colori che il giovane Francesco Moscardi, cantautore di Cagli classe ’94, mette nero su bianco nel suo Ep di debutto “Rosso Moscardi”. Sei brani in cui prendono forma e vita i ricordi autobiografici in una densità pop(olarmente) cantautorale, tra la tenerezza di un bambino e il sentimento maturo di un uomo. Il Rosso di Moscardi è innanzitutto il colore dei suoi capelli ma anche il rosso del sangue che dalle vene scorre per arrivare al cuore e al cervello di sei testi per uno spaccato di vita che in 26 anni ha da riempire pagine e pagine.

Moscardi tira fuori dalla tradizione americana atmosfere alla James Taylor e Conor Oberst e mai volta le spalle a nostrani come Niccolò Fabi e Daniele Silvestri. “Rosso Moscardi” più che un vero album, è <<un album vero>>, composto da riflessioni profonde sulla vita dell’autore, una diligenza che trasporta preziosi ricordi e intime esperienze di vita ogni volta portata in salvo dal cantautore.

<<Costruisco amori come economie>>, Moscardi porta il sentimento nel mondo reale e allora il rosso del cuore prende il colore della vita quotidiana, dei litigi con la tua metà, di preziosità del quotidiano, degli errori, base da cui ripartire sempre per guardare al futuro. E non è un caso che l’EP si chiuda con una piccola felicità (“Happiness”), un abbraccio, una carezza, un traguardo di un percorso condiviso. Sei tu, siamo noi.

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