Tiso: “Canto La Nostalgia Per Un Tempo Mai Esistito”

Michele Tiso, nome d’arte Tiso, è un musicista comasco adottato dalla scena bolognese. Esordisce con il suo moniker nell’aprile 2018 con il doppio singolo “45 Giri” con cui vince la targa SIAE Miglior Autore 2018 al concorso Genova Per Voi: si è esibito sui palchi di Casa SIAE, del Teatro della Filarmonica di Macerata, del Premio Fabrizio De André e di Musicultura 2019.

Dopo “Timeout”, realizzata a distanza durante il lockdown, è ora tornato con “La Febbre Dell’Oro”, un susseguirsi di immagini del passato.

Ecco la nostra intervista a Tiso!

Ciao Michele! Il tuo nuovo brano, “La Febbre Dell’Oro”, descrive innumerevoli immagini comuni per i giovani (l’amaro dei frati, le serie tv, Aladdin, i ricordi di Facebook ecc.). Come nasce il brano?

Ciao, non so quanto siano comuni per i giovani, bisognerebbe innanzitutto definire “giovani”. Sicuramente la canzone parla a chi come me è cresciuto con i classici Disney pre-Pixar, ma questo non significa che non ci si possa riconoscere chiunque altro, in fondo sono cose abbastanza universali. Il pezzo parla della nostalgia per un tempo che non è mai esistito.

Il tuo è un cantautorato vicino all’indie pop di Tommaso Paradiso, Negramaro e Gazzelle, sei d’accordo con questa mia affermazione? C’è qualche artista del panorama musicale contemporaneo italiano o internazionale che ti piace particolarmente?

Non farti troppo ingannare dal sound, quello è funzionale al tema della canzone.  Se per esempio togli i synth e la ritmica probabilmente troveresti delle reference diverse da quelle che hai detto. Non mi piace avere un genere di riferimento, e poi non credo neanche nei generi. Lindie pop, il cantautorato e queste definizioni qua secondo me servono solo per fare i titoli delle playlist, niente di più.

La precedente “Timeout” era una canzone d’amore lenta mentre con “La Febbre Dell’Oro” si riscaldano gli animi. Ti definisci un’anima calma oppure agitata?

Le due canzoni sono strettamente connesse, si può dire che La febbre dell’oro sia il secondo tempo di Timeout. Sono due facce della stessa medaglia, anzi dello stesso disco. L’una è il preludio dell’altra. Non so se venga prima il lento e dopo l’agitato o viceversa, ma sono anche le mie due facce, da una parte la ballad e dall’altra la cassa dritta.

Devo chiedertelo: hai paura del buio e dei mostri sotto il letto?

Certo è tutto vero, dormo ancora con la luce accesa quando sono da solo.

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