Leonardo Zaccaria: “L’Arte e La Notte Sorelle Nel Mio ‘Louvre'”

“Louvre” è il nuovo singolo di Leonardo Zaccaria, giovane cantautore romano.

Il brano è un inno scanzonato alla notte e all’arte, due luoghi magici, ma anche una canzone d’amore. “Louvre” è prodotto da Michele Canova, già al lavoro con nomi come Tiziano Ferro, Francesca Michielin e Jovanotti.

Conosciamo Leonardo Zaccaria: ecco la nostra intervista!

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Ciao Leonardo! Hai dichiarato che “Louvre è un inno scanzonato all’arte e alla notte”. Quanto questi due elementi, l’arte e la notte, hanno influito nella scrittura della canzone e in che modo?

Ciao, grazie mille per l’intervista! L’arte e la notte sono allo stesso tempo i protagonisti e lo sfondo di questa canzone. Trovo che la notte sia come una galleria d’arte, a volte mi è capitato di fare nottata con amici in giro per Roma e sentire una scarica di adrenalina, ho sempre visto dei momenti artistici tra le vie buie, negli sguardi delle persone o nelle camminate dei turisti. Ogni notte è un film diverso e spesso è anche il momento in cui scrivo le mie canzoni, come nel caso di Louvre. L’arte e la notte sono due sorelle che camminano insieme e come dico nella canzone lo straordinario, l’eccezionale può arrivare quando meno ce lo aspettiamo, anche in un momento di estrema semplicità.

Ma “Louvre” è anche una storia d’amore, quanto c’è di autobiografico nel testo?

Si, in Louvre ci sono anche riferimenti all’amore, secondo me ci sono diverse esperienze dentro questa canzone, diversi episodi. C’è molto di autobiografico in tutto il testo e c’è il rapporto tra l’amore e i nostri sogni. Che ruolo deve avere l’amore mentre inseguiamo i nostri obiettivi? Deve essere una casa in cui tornare o un momento di libertà in cui riposare la mente? Forse tutte e due, non lo so. In questa canzone sicuramente dico che una notte insieme alla persona giusta può essere quel momento di libertà, possiamo immaginare di tutto e stare in un supermercato chiuso ma sentirci dentro al Louvre.

Ora ti chiedo: sei mai stato al Museo del Louvre?

Si! Sono stato al Louvre 2 volte, una volta a 16 anni con un mio amico (era la prima volta che andavo a Parigi) e poi la seconda volta sempre insieme ad amici quando ho compiuto 18 anni. Per me Parigi è una città speciale e il Louvre un posto magico in cui spero di poter tornare presto. Chissà, magari potrei suonare ‘Louvre’ lì fuori dal museo con la chitarra, forse però dovrei fare una versione francese 🙂

Quali sono i tuoi artisti di riferimento?

I miei artisti di riferimento sono molti e si sono susseguiti negli anni, arricchendomi e ispirandomi. Per fare qualche nome nella musica italiana Rino Gaetano, Antonello Venditti, Niccolò Fabi, Tiziano ferro e nella scena internazionale Ed Sheeran, James Arthur, Sting e i Kings of convenience.

Cosa vuol dire oggi per un ragazzo di 22 anni fare musica?

Penso che l’esperienza musicale di ognuno sia diversa e con modalità  differenti ma penso che sia un periodo ricco di stimoli, con Spotify si può ascoltare qualsiasi cosa (per esempio, io ho scoperto artisti semi sconosciuti che adesso amo e che probabilmente in una vita intera non avrei scoperto senza lo streaming) e con un computer, un microfono e una chitarra si può creare una canzone anche da casa. 22 anni è forse un’età in cui sei all’inizio del tuo viaggio musicale ma che allo stesso tempo lascia intendere che c’è stato già un percorso prima per arrivare a fare uscire le canzoni. Io sono all’inizio ma spero di fare qualcosa di importante e che duri nel tempo, spero che la mia musica diventi una casa per molte persone.

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