Cristiano Turrini: “Un Respiro A Pieni Polmoni A Kuala Lumpur”

Cristiano Turrini, cantautore classe ’89, inizia il suo percorso artistico come doppiatore nel telefilm Violetta nel 2013. Nello stesso anno partecipa al Festival di Castrocaro e nel 2018 è coautore con Marco Canigiula del brano “Sconnessi”, colonna sonora dell’omonimo film, candidato ai Nastri D’Argento come Miglior Brano Originale.

Nel 2019 vince “Play! Storie Che Cantano” con il brano “Guernica” e ad agosto 2020 vince il Premio Deejay On Stage con la canzone “Kuala Lumpur”.

Ecco la nostra intervista a Cristiano Turrini!

Ciao Cristiano! Ti chiedo innanzitutto, quando è nata “Kuala Lumpur”? La canzone ha qualcosa di autobiografico?

Non lo definirei autobiografico ma piuttosto un brano dove chiunque può rispecchiarsi. “Kuala Lumpur” nasce in un momento importante del mio percorso artistico dove ero alla ricerca di una nuova identità artistica sempre più definita e in equilibrio tra il mercato discografico e la mia vocalità. L’abbiamo scritta io e il mio produttore Marco Canigiula (autore già per Annalisa, Emma Muscat e altri) lo scorso giugno. Nasce così “Kuala Lumpur”, dalla voglia di raccontare il vano tentativo di fuga dal ricordo di una storia d’amore finita ancor prima. È un respiro a pieni polmoni, per abbassare il volume dei pensieri e cercarsi altrove. Hanno preso parte alla produzione importanti musicisti: Jacopo Carlini (piano), Davide Gobello (chitarre), Matteo Carlini (basso) e Skywalker. Ognuno di loro ha reso possibile tutto questo.

Kuala Lumpur non è proprio un nome versatile da usare in una canzone, come mai hai deciso di dedicare un brano proprio alla capitale malesiana?

È nato molto per caso. Come accennavo prima, ero negli studi di Cantieri Sonori con Marco Canigiula e guardando un video su YouTube ci siamo lasciati catturare dai generosi scenari della Malesia. Abbiamo deciso quindi di ambientare la storia proprio nella meravigliosa cornice della capitale malese. La scelta del titolo è poi ricaduta su “Kuala Lumpur”: ci sembrava assolutamente azzeccato e soprattutto che potesse incuriosire l’utilizzo di un “nome” inusuale e dalla tua domanda credo siamo riusciti nel nostro scopo.

Con il brano hai vinto il Premio Deejay On Stage 2020, te lo aspettavi? Qual è stata la prima cosa che hai pensato una volta ricevuto il premio?

Non pensavo di vincere o perdere. Il mio approccio al contest è stato quello di vivere questa esperienza come una grande opportunità. Sapevo di scontrarmi con artisti forti e con bei progetti alle spalle e proprio per questo alla fine è stato ancora più bello conquistare la vittoria. Quando Linus mi ha consegnato il premio ero felice ma incredulo, credo di averci messo un po’ di giorni a realizzare che ero stato proprio io a vincere e che era proprio il mio brano quello che sentivo in rotazione su radio Deejay.

Ma alla fine com’era Kuala Lumpur? Hai visto altre città della Malesia o più in generale dell’Asia che ti hanno particolarmente colpito?

Purtroppo non ho avuto ancora modo di visitarla ma spero di poterlo fare presto!

Nasci come doppiatore e poi diventi cantautore, se dovessi tornare indietro rifaresti lo stesso percorso?

Il percorso di cantautore e doppiatore nascono un po’ di pari passo. Mi sento più un cantautore che un doppiatore ma faccio seriamente entrambe le cose. Non mi pento di nulla del mio percorso artistico, rifarei tutto esattamente come l’ho fatto.

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