Diamine: “Un Sound Moderno Che Non Parla Alle Masse”

Diamine – Foto di Sara Pellegrino

Il duo electro-pop romano Diamine torna con “Ma-Che Diamine”, album che contiene il progetto discografico “Che Diamine” e i quattro nuovi singoli “Calma”, “Amore Nero”, “Fuoco In Collina” e “Mi Dimetto”.

Un album che non racconta storie ma è un album di fotografie interiori su musica elettronica. Ogni brano ha la sua esperienza, il suo demone. E come afferma il duo: “Non è musica per tutti questa ma è musica per ognuno”.

Ecco la nostra intervista ai Diamine!

“Ma-Che Diamine” è un manifesto electro-pop con atmosfere a tratti noir, da Lucio Dalla ai Justice. Vi chiedo, da dove nasce l’amore per l’elettronica? Nel 2017, quando avete dato vita al progetto Diamine, pensavate  che sarebbe arrivato un disco così?

In quel periodo ci eravamo stancati delle discussioni di ego tra musicisti, della sala prove, delle dinamiche da band e di noi stessi inoltre volevamo un sound moderno. Quando abbiamo studiato musica elettronica e cominciato ad usare strumenti virtuali non sapevamo bene cosa sarebbe successo perché stavamo ricominciando da zero. Una volta avviato il percorso di scrittura cè stato bisogno di ripulire la mente dalle vecchie idee. Avevamo come obiettivo un disco di buona musica, speriamo di esserci riusciti! 

Nel disco c’è un brano che sembra perfetto per il recente passato di lockdown, “Isolamento”. Come è nato? E come avete passato il periodo di quarantena?

Spesso succede che le canzoni siano avanti sui tempi, sarà la famosa legge dell’attrazione oppure un fiuto fuori dal tempo? Ad ogni modo per precauzione meglio scriversi buone cose. Nel caso di “Isolamento” si faceva riferimento allo stato di solitudine che si può provare in coppia, uno stato interiore in effetti molto simile alle nostre strade vuote durante il periodo di quarantena.

Diamine – Foto di Sara Pellegrino

I testi del disco rispecchiano un momento particolare della vostra vita privata? Le 14 tracce di “Ma-Che Diamine” parlano di amore, ricordi e Roma. Come descrivereste in una sola parola il disco?

Galoppante.

Come vi sentite ad essere inseriti nel panorama musicale indie, voi che siete musicalmente più duri e crudi?

Ci sentiamo bene, la musica italiana ha ripreso vita e un panorama è pure sempre un panorama. Noi siamo concentrati sulla musica che facciamo e porteremo avanti il nostro discorso.

Diamine – Foto di Sara Pellegrino

Avete affermato che la vostra “Non è musica per tutti ma è musica per ognuno”. Intendete forse che non è musica da sentimenti popolari ma colpisce nell’anima ogni ascoltatore?

Si, ci rivolgiamo alle persone singolarmente. Nell’intimità di ognuno c’è molto di più di cui parlare, c’è molto di cui scrivere. Te ne accorgi anche dai discorsi che si fanno tra tante persone: tutto resta molto più generico rispetto alle cose che si dicono nell’intimità tra due persone. Nelle camere da letto c’è vita: si fanno sogni, si fa l’amore, si litiga, si piange soli. La massa è meno interessante perché non è nessuno in particolare.

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