Conor Oberst vede la luce nell’oscuro sentiero dei Bright Eyes

Conor Oberst ci mette nove anni per voltare pagina da quel quasi testamento che fu “The People’s Key” del 2011, ricarica le batterie ed è pronto a un nuovo giro di musica con i Bright Eyes.

Parte dal Sudamerica con una presentazione da ‘peggiore bar di Caracas’ il piano e tromba di “Pageturners Rag” prima di tuffarsi nel crescendo orchestrale di “Dance And Sing”, brano che dal folk si evolve in un pop orchestrale guidato dalla sempre incerta e marchiale voce di Oberst. La tromba delle scale (“Stairwell Song”) lo aiuta a ristabilirsi da una forzata convalescenza (“Forced Convalescence”) durata quasi un decennio.

Proprio l’artista in questa decade ha dovuto affrontare momenti molto delicati per la sua vita personale: nel 2010 sposa Corina Figueroa Escamilla dalla quale si separa ‘amichevolmente’ nel 2017; nel dicembre 2013 è accusato di violenza sessuale da parte di una fan ma la stessa le accuse pochi mesi dopo, un evento che incrinò la psiche di Oberst. Nel 2015 una forte laringite e un esaurimento nervoso lo costrinsero ad annullare il tour solista e nel 2017 muore il fratello Matthew a causa di una forte dipendenza alcolica, evento che destabilizzò Conor ulteriormente.

Ma la voce di Omaha negli anni ’10 inizia anche a tirare le somme della sua vita accantonando i Bright Eyes e dedicandosi al suo progetto solista, si estranea da quello che aveva vissuto finora per allontanare i riflettori mediatici dalla band e nella nicchia concentrarsi ai suoi più personali scritti. Nascono così “One Of My Kind”, “Upside Down Mountain”, “Ruminations” e “Salutations” in cui Conor dice addio, forse per sempre, alla sua carriera da solista.

Riprende così in mano la chitarra per un nuovo lavoro dai toni dolce e amari come solo Conor Oberst sa fare. “Down In The Weeds, Where The World Once Was”, laggiù tra le erbe più folte, i cespugli più densi, lì, dove una volta c’era il mondo. Il californiano torna nel mondo che non riconosce più e al quale deve cominciare a riabituarsi, su quei sentieri in cui oggi sono cresciute le gramigne e deve farsi spazio nella vegetazione sempre più intenta a toccarlo per farlo sanguinare ma stavolta insieme a lui c’è tutta la sua band. E non è poco.

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