Matt Costa: “In ‘Yellow Coat’ A Cuore Aperto Con Van Gogh e Steinbeck”

Il cantautore statunitense Matt Costa torna l’11 settembre con il sesto album “Yellow Coat”, anticipato dai brani “Avenal” e “Jet Blake Lake” e prende ispirazione da “Dear Theo” di Van Gogh e “A Life In Letters” di Steinbeck per scrivere lettere sulla fine di una relazione durata quasi un decennio con la produzione di Dave Newport.

La storia di Costa inizia nel 2003 con una serie di EP e aperture ad artisti come Jack Johnson, Modest Mouse, Gomez; nel 2007 il singolo “Mr. Pitiful” è colonna sonora di uno spot iPhone e in una scena del film “I Love You Man” con Paul Rudd. “Yellow Coat”, registrato in uno studio/casa a Laguna Beach, narra di onesta e di intimità: 12 canzoni, arricchite da archi, mellotron ed armonie groove, un folk-pop anni ’60 sporcato di musica soul.

In attesa dell’uscita del nuovo lavoro, ecco l’intervista a Matt Costa!

Ciao Matt! È un piacere intervistarti! Da dove viene il tuo “Cappotto Giallo” (‘Yellow Coat’)? Il viaggio musicale del tuo nuovo album inizia da Avenal, in California, passando tra le lettere di J. Steinbeck e Van Gogh. Perché hai scelto questi artisti? Cosa rappresentano per te?

Grazie! Un cappotto giallo per me è più comunemente associato a un cappotto antipioggia. Mia mamma direbbe che hanno fatto gli impermeabili gialli in modo che durante i temporali grigi tu non ti senta triste. Non so se sia vero, ma per me serve come riparo dalla tempesta. Questo disco non è mai stato concepito per essere pubblicato come un disco vero e proprio, ma più come lettere a me stesso. Ho imparato e mi sono sentito molto più connesso a Steinbeck e Van Gogh quando leggevo le loro lettere, provando l’emozione del loro lavoro.

Le canzoni “Let Love Heal” e “Last Love Song” rappresentano il cuore dell’album, una rievocazione agrodolce del potere dell’amore, tra dolcezza e devastazione. Com’è la tua idea di amore oggi?

Oggi posso amare più che mai, sapendo che i bassi rendono gli alti ancora più grandi. Alcune persone mi hanno già detto che hanno affrontato momenti emotivi molto impegnativi. Menzionando i singoli già pubblicati (“Let Love Heal” e “Last Love Song” ndr) ho parlato con loro. Spero possano trovare una via di guarigione nelle canzoni, come ho fatto io. L’attaccamento non è solo romantico, ci sono tante cose che ci attraversano dentro in questa vita, alcune ci cambiano e altre hanno bisogno di noi per cambiare.

“Yellow Coat” sono dodici lettere che hai scritto a te stesso. Cosa vorresti lasciare al tuo sé interiore del futuro?

Tranquillità e cuore aperto.

Nei sogni, il mantello giallo ha il significato di protezione e la necessità di utilizzare il tuo carisma e voglia di emergere e proteggersi. Cosa ne pensi? È questa la tua idea di “cappotto giallo”?

Non lo sapevo! Ma mi piace.

Matt Costa Intervista End of a Century

“Yellow Coat” è una colonna sonora perfetta per l’estate, per i ricordi e le gioie ma anche per i momenti più bui e le notti invernali a guardare le stelle. La copertina mi ricorda molto le locandine di Dario Argento. Qual è la fonte di ispirazione?

Non avevo visto i suoi poster, ma questa sicuramente non è una colonna sonora dell’orrore. HAHA! Sembrano molto belli. Tutto il lavoro artistico per questo disco è iniziato con la copertina, un misto di collage di immagini fisse e collage video. Alcune immagini le avevo e altre le ho trovate nei garage o nelle riviste ma tutte hanno un significato per me. Il cappotto nella foto appartiene a Minh Pham che è stato estremamente coinvolto nell’aiutarmi a far prendere vita alle immagini di questo disco.

Matt Costa Intervista End of a Century

Nel 2003 usciva The OC, una delle serie TV americane più seguite. Hai mai visto lo show? Quale delle tue canzoni avresti scelto per la colonna sonora?

Non l’ho visto, ma credo di aver visto il film! Avrei scelto “Slow”. Conosco molte persone del sud della California e fanno quello che sognano.

Sei stato in tour con Jack Johnson, Ryan Adams, Oasis, Modest Mouse, Death Cab For Cutie e molti altri. Quale di questi artisti ti è rimasto nel cuore di più? Perché?

Ho ascoltato tutti questi artisti prima di suonare con loro, quindi è stato un vero piacere. Ho visto i Modest Mouse durante la mia adolescenza e penso che sebbene la mia musica sia diversa, loro sono stati i più influenti nella mia arte.

Sei innamorato del folk scozzese e hai un lato punk, inclusi Pixies, Donovan, At The Drive In e Jack Johnson. Ma oggi c’è una nuova band / artista che ti piace?

Nell’ultima settimana ho ascoltato molto il nuovo album di Rufus Wainwright. È meraviglioso.

Per citare due tue canzoni ti chiedo: “quando arriva la valanga, dici addio” (“when the avalanche comes, do you say goodbye”)?

Per essere altrettanto criptico, la montagna è ancora in piedi ma la neve si è sciolta.

Non vedo l’ora di vederti presto in Italia per uno (o più) concerti. Hai già visitato l’Italia?

Io amo l’Italia. Ho suonato solo una volta a Milano. Sono stato in vacanza in tutto il nord e ho molti bei ricordi lì. Mando tanto amore alla gente di Verona!

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