Pino Scotto: “A 70 Anni Sono Ancora Vivo, Grazie Al Rock’N’Roll!

Pino Scotto, storica voce dei Vanadium e conduttore di RockTV, è tornato con “Dog Eat Dog”, 12 tracce di puro rock’n’roll in cui il cantante dà la sua visione schietta dell’attualità.

Il nuovo lavoro, anticipato da “Don’t Waste Your Time”, contiene 11 inediti e la cover di “Don’t Be Looking Back” dei Vanadium: Pino canta della società di oggi, sull’apparenza e sull’egoismo.

Di seguito l’intervista a Pino Scotto sul nuovo lavoro “Dog Eat Dog”, tour, curiosità e talent.

“Dog Eat Dog” è un disco di ricordi e redenzione personale e allo stesso tempo narra dell’uomo che sta mandando a rotoli il suo stesso mondo. Quando è iniziata la stesura del disco?

Ciao Raffaele! Effettivamente “Dog Eat Dog” è un disco anomalo, a livello di tempistiche, a livello compositivo e a livello emozionale. Sicuramente il tema principale resta sempre lo stesso, e cioè questa carogna che mi sento sempre addosso, questo male sociale e politico che provo. Mi manda in depressione il fatto che da noi in Italia il popolo non reagisca mai, che accetti tutto. A livello compositivo ho iniziato a scrivere qualsiasi cosa mi passasse in mente, dal blues al rock al trash! Ho sintetizzato in 11 tracce (escludendo la cover dei Vanadium) il rock che piace a me, dagli anni ’70 ad oggi.

Il primo singolo, “Don’t Waste Your Time”, attinge da un particolare episodio che hai vissuto. Ti va di raccontarcelo?

La storia dietro a “Don’t Waste Your Time” si capisce dal video che potete trovare su YouTube: l’influenza non mi passava più, così il mio medico mi ha mandato a fare una lastra, e dal referto si vedeva una massa sui polmoni. Puoi immaginare la paura e la notte che ho passato! Alla fine, fortunatamente, si è rivelata essere una bronchite cronica. Certo, non una sciocchezza, ma rispetto a quello che poteva essere è andata bene così! A 70 sono ancora vivo, grazie a Dio e grazie al rock’n’roll!

3) In “Dog Eat Dog” è presente anche una nuova registrazione di un brano dei Vanadium del 1983 – “Don’t Be Lookin’ Back” – richiesto a gran voce dei fan. Come è stato reinterpretarlo in studio quasi 40 anni dopo?

Il testo di “Don’t Be Lookin’ Back” l’avevo scritta ai tempi per un’amica che aveva passato una storia tragica, per questo ho scritto “non guardarti indietro”. Mentre eravamo in studio a provare Steve, il mio chitarrista, si è messo ad arpeggiare il brano e visto che anche gli altri la sapevano l’abbiamo registrata e inserita nell’album. Mi ha emozionato perché mi ricordavo perfettamente il testo dopo tantissimi anni.

4) Eccoci al tour. Dopo le 140 date finite a ottobre 2019 immagino tu stia scalpitando per portare in giro “Dog Eat Dog”. Potremmo vederti già quest’anno su qualche palco o aspetterai il 2021 per partire alla grande e in sicurezza?

Effettivamente il live manca tanto. Da solista ho iniziato a pubblicare un album ogni due anni, per poi girare in tour di un anno e mezzo in cui faccio dalle 120 alle 140 date. Quindi per uno come me che è sempre stato in giro, il live manca tanto. Non vedo l’ora di poter portare presto in giro i brani del nuovo album! Ma per adesso dobbiamo ancora aspettare.

5) Oggi in Italia si fa sempre meno rock e c’è un uso sempre più smodato di suoni già impacchettati, secondo te come mai? Mancano le idee o più semplicemente mancano le palle per buttarsi?

Non è vero che in Italia si faccia meno rock, ma magari chi lo fa è più nell’ombra rispetto agli altri paesi, perché la massa ascolta altro purtroppo. In apertura ai miei concerti io voglio sempre dei ragazzi giovani che suonano! Ovviamente dietro ad ogni band di giovani ragazzi ci vorrebbe un produttore che li segua, qualcuno con più esperienza che li consigli.

6) Parliamo dei talent. Non hai mai nascosto la tua lontananza da cantanti come Emma Marrone o Alessandra Amoroso ma nel vasto mondo dei talent (anche quelli non italiani) ci sarà pure un artista che invece ti ha stupito?

Ahia! I talent…la morte della musica! Sono stati creati nel momento in cui i dischi non si vendevano più, e allora le etichette hanno inventato questo format per vendere un po’ di più. I talent sono pericolosi perché illudono le nuove generazioni: pensano che basti andare lì dentro, senza studiare musica o faticare, e si riesca a sfondare. Ma quelli veramente bravi, che credono nell’arte e nel potenziale che hanno, li evitano.

7) Adam Lambert, uscito da American Idol, da qualche anno canta con i Queen. Cosa ne pensi di lui?

Adam Lambert lo conosco poco, ma io più che altro ce l’ho con Brian May, che si è permesso di mandare avanti il nome dei Queen senza Freddie Mercury che era l’80% del gruppo. Poteva mandare avanti un progetta solista, ma non ha avuto il coraggio evidentemente.

Pino Scotto Intervista End of a Century

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