Charles Muda: “Non Mi Sento Un Visionario Ma Punto A San Siro”

Charles Muda intervista End of a Century "Pop Art"

Carlo Barboni è Charles Muda, il cyberpunk con l’attitudine da icona pop. L’artista, classe ’98, ha da poco pubblicato “Pop Art”, un concept EP che riattualizza quel movimento artistico che ha raccontato meglio la società di massa.

A ogni canzone è stata associata un’icona di quegli anni e una sua frase memorabile: Bob Dylan, Edie Sedwick, Andy Warhol, Judy Garland, Paul Newman, Elvis Presley

Ecco l’intervista a Charles Muda (in indonesiano ‘Giovane Carlo’) in cui ci rivela la sua “Pop Art” e i progetti per il futuro!

Charles Muda "Pop Art" recensione End of a Century

Ciao Carlo! Intanto complimenti per “Pop Art”, una bella ventata di aria fresca nella musica attuale. Sei giovanissimo, classe ’98. Com’è crescere e vivere a Roma oggi?

Ciao ragazzi, intanto grazie a voi che mi seguite dal giorno 0!
Roma è stata molto importante nella mia vita, è una città che ti permette di sognare in grande e di incontrare persone speciali. Allo stesso tempo però è parecchio caotica, frenetica, dove si rischia anche di vivere una vita stereotipata.

Secondo me le persone finiscono per recitare delle parti e dei ruoli che mi sembrano un po’ convenzionati. 

Basti pensare alla questione gag: sei di Roma Sud o di Roma Nord?
Sarà che siamo in estate ma forse un periodo in campagna a scrivere musica me lo farei volentieri!

Con “Pesos” apri l’EP, una confessione piano e voce. Non mi aspettavo un brano così intimo subito, come mai questa scelta?

Personalmente è il brano più significativo dell’EP e quindi è stato naturale metterlo come prima. C’è anche una motivazione più concettuale: in “Pesos” guardo al passato, accetto cose che mi hanno fatto soffrire prendendole come motivazioni per riscattarmi. 
Le canzoni centrali invece sono veloci, perché sono io che corro per farcela “Io Corro”, o che mi districo dal lavoro nella pubblicità “Tutta Pubblicità”, fino ad arrivare a “Com’eri” che invece mi ha permesso uno sguardo sul futuro.

Tornando a “Pesos”, forse proprio perché ci sono solo un piano e degli archi ad avermi spinto a scrivere qualcosa di così personale e intima. 

Quanto ha influito la produzione e il giudizio tecnico di Mattia ‘Fettina’ Castagna, musicista per Carl Brave, nei brani?

Tanto. Quando ci siamo conosciuti avevo già preparato tutti i brani, ma lui li ha fatti arrivare a un livello superiore. Ci siamo capiti subito!

In “Pop Art” ridefinisci il concetto di pop a tua somiglianza, come Andy Warhol e Keith Haring fecero nell’arte. Ti senti un visionario della musica? Nel finale di ogni canzone hai inserito frasi di icone come Paul Newman, Elvis, Dylan e altri, perché?

No, non mi sento assolutamente un visionario, ho appena cominciato e devo imparare tanto. 

Non mi sento assolutamente all’altezza delle icone che ho citato. Ho inserito le frasi perché raccontavano meglio le tracce e le emozioni che contengono.

Sono la canzoni ad essere dei personaggi, non io. Grazie a questo espediente penso di aver rafforzato il concetto di Pop Art.

La tua carriera è iniziata con tre remix, “Let’s Go”, “On My Own” e “Olivia”. Proprio quest’ultima ritorna nel video di “Io Corro” mandandoti un messaggio sul cellulare. Ma chi è Olivia? Stavi correndo da lei?

Bella domanda! 
Nel remix Olivia rappresenta la musica infatti ed è una dichiarazione d’amore. 
Quando ho scritto “Io Corro” vivevo un periodo folle, lavoravo dall’altra parte della città e tornavo la sera tardi sfinito ma dovevo scrivere i brani dell’EP. 

Nel video ricevo un messaggio da Olivia che rappresenta una sorta di chiamata alle armi. Ho dei fiori in mano per fare pace con la mia ragazza, ma alla fine finisco in uno studio di registrazione che ho raggiunto di corsa.

Quali sono i tuoi ascolti? E, vista la citazione di Paul Newman, mi viene da chiederti anche quali sono i tuoi film preferiti?

Ti dico i miei ultimi ascolti di Spotify, The Kolors, Breakbot, “More Life” di Drake, Harry Styles, INXS. Sul cinema devo dire che sono un po’ ignorante, due film che mi sono piaciuti di recente sono “Thank You for Smoking”, “Melancholia”.

“Ali Babà”, oltre ad essere un famoso kebabbaro romano, è prima di tutto un racconto di origine persiana (Ali Babà e i 40 ladroni) di un taglialegna povero che diventa ricco. Ti rispecchi nella sua figura? Vorresti una ‘botta di fortuna’ come Alì Babà?’

Certo, sto facendo proprio come lui! Però Alì Babà non ha avuto solo fortuna, ha rischiato la vita contro i 40 ladroni, avendo sangue freddo, e alla fine ha svoltato! 
Tieni sempre presente che il fratello Kazim prova a replicare la stessa impresa ma fallisce perché non ha saputo gestire la situazione.

Chiudi l’EP con una pop ballad, “Com’eri”, un buon auspicio per il futuro.
Da “Pop Art” viene fuori un artista che pesca da diversi generi musicali riuscendo a diversificare ogni canzone al fine di creare un sound unico. Sei sempre il cyberpunk con ambizioni da icona pop? Dove vuole arrivare Charles Muda?

Innanzitutto grazie per l’apprezzamento! Stesse ambizioni: si punta a San Siro 😀

Charles Muda

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