Silvia Nair: “Con ‘Ho Visto Un Sogno’ Lancio Un Messaggio Forte: L’Amore Per La Vita”

Silvia Nair intervista End of a Century

Silvia Nair, cantante (quattro ottave di estensione), performer, musicista e compositrice di canzoni e di colonne sonore per cinema e documentari, dopo aver intrapreso la carriera notarile, decide di abbandonarla per dedicarsi interamente alla musica.

Nel corso della sua carriera ha pubblicato due album e il brano “Freedom”, dalla colonna sonora del docu-film sulla vita e la carriera di Gabriel Omar Batistuta. Recentemente è tornata con il singolo e video “Ho Visto Un Sogno” che anticipa il terzo disco in uscita prodotto da Franck Van Der Heijden e Michael La Grouw.

Abbiamo intervistato Silvia Nair sul nuovo brano e album, sul suo percorso artistico e sulle collaborazioni illustri.

Silvia Nair intervista End of a Century

Sei laureata in Giurisprudenza, hai intrapreso la carriera notarile tuttavia hai deciso di cambiare rotta per dedicarti interamente alla musica. Cosa ti ha convinto ad abbandonare la tua vecchia vita per buttarti a capofitto nella musica?

Appartenendo a una famiglia di notai e avvocati, gli studi giuridici sembravano la scelta naturale. Ma prima del concorso notarile ho abbandonato tutto perché ho realizzato che stavo vivendo una vita che non mi apparteneva. Era solo questione di tempo e di opportunità… Così la mia vera natura ha preso il sopravvento. Essere artisti è un modo di essere, di pensare, di sentire, di vivere particolare, diverso, unico.

Quattro ottave di estensione e una formazione classica al pianoforte. Se dovessi scegliere un altro strumento da imparare oggi quale sarebbe e perché? C’è invece un brano degli ultimi anni che avresti voluto scrivere o cantare?

Il pianoforte per me è un amante col quale faccio l’amore. Con la voce mi metto a nudo rivelando fragilità e forza. Amando il rock, studierei anche chitarra elettrica perché innamorata dei grandi chitarristi della storia del rock, come David Gilmour, Brian May, Mark Knopfler…Un brano che avrei voluto scrivere e cantare è “All of Me” di John Legend, la ballad voce e piano che ti conquista al primo ascolto.

Silvia Nair - Foto di Lorenzo Ceva Valla
Silvia Nair – Foto di Lorenzo Ceva Valla

“Freedom” fa parte del docu-film su Gabriel Omar Batistuta, “El Numero Nueve”, uno dei più grandi campioni di calcio simbolo di Fiorentina e Roma. Com’è il tuo rapporto con il calcio? Pratichi qualche sport?

Mi piace il calcio, sono cresciuta in una famiglia rossonera da generazioni. Conosco il valore della salute e curo il benessere psico-fisico. Faccio attività fisica in palestra e camminate. Poi da sempre amo ballare, magari da sola, improvvisando coreografie.

Parliamo ora del tuo nuovissimo singolo “Ho Visto Un Sogno”. Nei 3 minuti e 45 si passa dalla classica al rock, dalla tradizione sinfonica di Armando Trovajoli ed Ennio Morricone fino al progressive di Evanescence e Within Temptation. Sei d’accordo con la mia descrizione? Come è nato il brano?

Concordo con la tua disamina. Ero ai Wisserloord Studios di Hilversum in Olanda, in grande fermento creativo, quando con Michael La Grouw ho composto la musica. Il tema evocativo e senza tempo della strofa, sfociava in un inciso potente ed esplosivo. Sottoponemmo il brano al mio produttore Franck van der Heijden (arrangiatore per star americane) che capì l’essenza del brano e ne realizzò un arrangiamento rock sinfonico. Il risultato è un sound poetico ed epico. Il mese successivo un mio incubo notturno ispirò il testo e il soggetto del videoclip.

Nel video di “Ho Visto Un Sogno” sono presenti le persone che hanno rappresentato i ‘sogni culturali’ dell’ultimo secolo: Aung San Suu Kyi, Nelson Mandela, Albert Einstein, Martin Luther King. Analizzando le tue parole “Il mio sogno non cambierà la storia ma posso dire che mi ha cambiato la vita” ti chiedo, qual è oggi il tuo sogno?

Credo di avere molto da dire e da dare come persona e come artista. Attraverso le mie canzoni vorrei lanciare ad un pubblico più vasto possibile un messaggio forte, potente, comunque positivo: l’amore per la vita, per se stessi, per l’altro da noi. “Ho visto un sogno” si inserisce in questa visione. Il sogno, inteso come obiettivo da perseguire, col suo potere straordinario, aiuta l’essere umano a sfidarsi, a superarsi, raggiungendo traguardi impossibili. Ciò porta Progresso all’umanità in ogni campo, anche in quello dei diritti umani e civili, di cui abbiamo davvero urgenza.

Negli anni hai collaborato con artisti del calibro di Franco Battiato, Claudio Baglioni, Andrea Bocelli e ti sei esibita in Vaticano per Papa Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. Dove può arrivare Silvia Nair?

Ho una mente aperta e uno spirito libero. Sono curiosa e una sognatrice: non mi pongo limiti. Voglio esprimermi e comunicare con tutti i mezzi che ho a disposizione. Oggi compongo musiche per il Cinema e documentari; scrivo i soggetti dei miei videoclip, di cui curo ogni particolare; mi piace stare davanti l’obiettivo, foto o video che siano, per raccontarmi e raccontare.

Puoi darci qualche anticipazione sul tuo terzo disco prodotto da Franck Van Der Heijden e Michael La Grouw? Cosa dobbiamo aspettarci?

Un album d’impatto, poetico e potente, dai colori accesi ed intensi, con una produzione internazionale non legata ad epoche o a mode, senza tempo né limiti geografici, con ospiti di grande prestigio.

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