Fabio Curto: “The Voice Come Masterclass, Ora Celebro La Mia Terra”

Fabio Curto, vincitore di The Voice of Italy nel 2015 e tra i 16 finalisti di Musicultura 2020 con il brano “Domenica”, ha da poco pubblicato il suo nuovo singolo “La Tua Parte Migliore” che apre a un nuovo percorso due anni dopo il disco “Rive, Volume 1”.

La canzone, tra folk e blues, è una celebrazione della vita che porta a scoprire la parte migliore di ognuno di noi.
Abbiamo intervistato il cantautore di Acri sul nuovo singolo e sul suo percorso musicale.

“La Tua Parte Migliore” è un inno alla vita e alla forza dell’amore. L’atmosfera del brano mi ricorda le pop ballad di Zucchero – su tutte te ne cito due, “È Delicato” e “Occhi”. Cosa ne pensi? Sei d’accordo con la mia affermazione?

Penso che nel mio ultimo album del 2017 ci siano più influenze ‘zuccherose’ essendo l’album più soul/blues ed essendo Zucchero il paragone spontaneo con tutti quelli che fanno questo genere in italiano. In “La tua parte migliore” non ho invece avvertito queste analogie, piuttosto ho sentito un ritorno di fiamma con alcuni brani di Fossati. Ma resta comunque un complimento di cui ti ringrazio ovviamente. Adoro quelle ballad.

Nel 2015 hai vinto “The Voice of Italy” e nel 2018 hai pubblicato l’album “Rive, Volume 1”. Cosa è cambiato nell’arco di questi anni? La tua idea di musica è sempre la stessa oppure, alla luce di un futuro album, ti stai lasciando ‘contaminare’ da nuovi suoni?

A distanza di anni ho fatto pace con la mia irrequietezza compositiva e mi sto dedicando a “un genere alla volta”, diciamo, anche se la tentazione di divagare è sempre tanta. Le mie compilation sin da adolescente andavano dal metal alla musica classica. In quest’ultimo anno mi sono affezionato nuovamente alle sonorità acustiche con piccole influenze elettroniche ma sempre nell’ambito del chill.

A proposito, puoi darci qualche anticipazione sull’uscita di nuovi lavori?

I nuovi lavori saranno celebrazioni della mia terra d’origine e cavalcate folk dal sapore vagamente malinconico. Suoni veri e profondi, tempi più dilatati. Vi saranno delle storie vere che mi hanno ispirato e che avrò l’onore di raccontare a modo mio.

Fabio Curto intervista End of a Century

Torniamo un attimo a “The Voice of Italy” e a quella straordinaria cover di “Hallelujah” di Leonard Cohen. Cosa ti ha lasciato oggi l’esperienza del talent? Quali sono stati i tuoi ascolti formativi?

Il talent mi ha fatto capire molto sullo show business ed è stato una sorta di masterclass di coraggio, nervi saldi e determinazione. I miei ascolti formativi sono passati da Ennio Morricone ai Creedence Clearwater Revival passando per i Pantera. Non ho mai imposto confini alla musica che ascoltavo.

Sei tra i 16 finalisti di Musicultura 2020 con il brano “Domenica” (in bocca al pupo!). Alla luce proprio della tua esperienza televisiva, da dove nasce la scelta di partecipare invece a un festival di musica popolare e d’autore?

Musicultura è un luogo più consono alla mia musica di un talent show, per cui essere tra i sedici finalisti è un grande traguardo per me; mi ero lanciato pur avendo il timore di essere pregiudicato dalla mia esperienza in un talent. Amo la canzone d’autore e spero di andare avanti con questa avventura, altrimenti sarà stato comunque bello e gratificante.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.