Darma: “In ‘Vertigine’ Ricerco La Passione Nelle Piccole Cose”

Darma (vero nome Silvia Vasini) ha pubblicato il suo primo album “Vertigine” arrangiato e prodotto da Francesco Giampaoli che vede la speciale partecipazione del rapper Moder.

“Vertigine è il brivido che precede la paura del vuoto, un elemento ricorrente nelle mie canzoni. La paura del vuoto, di stare su un grattacielo e guardare giù, di stare in equilibrio sulle onde, sono metafore di accadimenti reali e quasi sempre autobiografici”

“Vertigine” è un disco femminile e sentimentale in cui Darma canta su un mix sonoro moderno che attinge da artisti come Velvet Underground e Talking Heads, Lana Del Rey, Buena Vista Social Club, Paolo Conte fino al jazz sudafricano di Abdullah Ibrahim.

Abbiamo intervistato Darma per un viaggio dentro la sua “Vertigine”, nella Romagna e negli artisti che l’hanno influenzata maggiormente.

Darma copertina "Vertigine"

1) “Vertigine” è il tuo primo album, rappresenta il brivido che precede la paura del vuoto, elemento ricorrente nelle tue canzoni.
Questo brivido è rapportabile al salto che ti appresti a fare nel mondo della musica? Rispetto al passato ti senti pronta ora a ‘restare in equilibrio sulle onde’?

Non ho un bellissimo rapporto con l’equilibrio, l’equilibrio è una ricerca costante ma credo che rispetto al passato ora sia il momento giusto per saltare. La paura del vuoto, il timore di buttarsi quando non ci sono certezze è una metafora che ricorre in molti miei brani. Anche relativamente all’amore, ai sentimenti, alle relazioni dove spesso ci si sente incompresi o soli anche se non lo siamo. Lo spirito di questo disco è racchiuso in una parola: “libertà”. La libertà di essere come si è, anche lunatici e imprevedibili, in effetti nessuno si aspettava che avrei fatto questo disco!

2) Quanto la Romagna e più in generale il mare della riviera ha influito sui testi di “Vertigine”?

Moltissimo, sono nata a Bologna ma quando avevo 3 anni i miei, originari della Romagna, si sono trasferiti a Bellaria, sulla Riviera, quindi sono abituata al mare d’inverno, alla brezza marina tagliente di gennaio e febbraio e nelle mie canzoni compare spesso questo legame ancestrale. Nei testi di “Vertigine” si respira molta salsedine, insomma!

Darma copertina "Vertigine"

3) Nella musica di oggi per molti artisti il punto di riferimento sono gli anni ’80 italiani – Lucio Dalla, Antonello Venditti, Stadio ma anche Loredana Berté, Fiorella Mannoia, Anna Oxa – tu definisci la tua musica pop romantico, quali sono i tuoi riferimenti musicali?

Ho sempre ascoltato di tutto ma sono letteralmente innamorata di Paolo Conte, i suoi testi e la sua musica mi hanno influenzata tantissimo, soprattutto negli ultimi anni della mia vita. Però sono cresciuta ascoltando i Beatles in macchina con mio padre e poi Battisti, Loredana Berté e più avanti Nina Simone, Amy Winehouse ma sono molto legata al cantautorato italiano da sempre.

4) “Vertigine” è un disco femminile e sentimentale in cui fanno capolino però Paolo Conte, Buena Vista Social Club e Velvet Underground, presenze maschili ma dalla grande delicatezza sonora.
Quali sono le voci maschili che hanno influito maggiormente sul disco?

C’è una canzone di Paolo Conte che nel testo dice “Cuanta pasiòn es la vida, cuanta pasiòn” io credo che lo spirito del disco sia un po’ questo, il ricercare la passione nella propria vita, anche nelle piccole cose, anche nelle belle giornate di sole che scaldano il cuore. La musica guarisce chi la fa e chi l’ascolta!

5) Il rapper Moder è l’unico ospite musicale di “Vertigine”. Come mai la scelta è ricaduta proprio su di lui? Io credo che il rap riesca a dare quel tocco di totalità al disco, riuscendo così a toccare l’ampio spettro dei generi musicali, sei d’accordo?

Ho incontrato Moder perché già collaborava con Francesco Giampaoli, le sue strofe mi avevano colpita perché erano molto dirette, autentiche ed era semplicemente quello che volevo nei miei pezzi. Negli ultimi anni il rap è stata la colonna sonora delle mie passeggiate al mare, il rap per me è uno dei generi musicali che riesce maggiormente a canalizzare le emozioni come la rabbia, il rancore, l’euforia ed hai ragione nel dire che il disco non sarebbe stato completo senza quei feat. È stata proprio un’esigenza che ho sentito fin dall’inizio soprattutto su “Vertigine”, che è il brano che dà il nome al disco.

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