LA SCALA SHEPARD: la recensione di “Bersagli” (2019)

NOME

La Scala Shepard

GENERE

Alternative rock

ESORDIO

Bersagli (2019)

ULTIMO ALBUM

Bersagli (2019)

COPERTINA

ELENCO CANZONI

Potesse esplodere questa città
Camera con vista
Paranoia
Caduta libera
Un giro di giostra
Groove 2
Via Duprè
Dall’altra parte
Capolavoro
Bersagli

VIDEO/SINGOLI DALL’ALBUM

PUNTO DI VISTA

Bersagli è il primo mattone del nostro nuovo cantiere. Parole e musica de La Scala Shepard a chiosa della presentazione del loro primo disco. La band romana, nata quattro anni fa nelle strade di Trastevere, dopo la pubblicazione di due EP e tante scarpe consumate sui palchi della Capitale e non solo, arriva sul mercato discografico con il primo vero album, “Bersagli”.

Dieci canzoni in bilico fra cantautorato italiano più raffinato e l’alternative rock internazionale, spaziando da momenti in puro stile Baustelle (“Via Duprè”), a quelli più rock di ispirazione sì britannica ma con anche qualche richiamo ai nostranissimi Ministri. La voce femminile (Claudia Nanni) e quella maschile (Alberto Laruccia) si alternano ora nel ruolo di prima voce ora in quello di coro e controcanto, ed è questo forse uno dei maggiori punti di analogia con la band di Bianconi e Bastreghi. Ma affinità si possono trovare anche nei testi e nelle tematiche delle canzoni.

La Scala Shepard – Foto di Danilo D’Auria

A fare da filo conduttore dei pezzi, i temi legati alla quotidianità e al senso di disagio che spesso essa porta con sé quando si tratta di affrontare problemi più grandi di quanto si sia in grado di sostenere. Soprattutto quando si tratta di fare il fatidico salto “dall’altra parte“, ovvero diventare adulti, crescere, smetterla di delegare agli altri il proprio futuro e provare a costruirselo da sé: insomma, cominciare a vivere prima che sia troppo tardi sebbene questo costi molta più fatica che non il semplice lasciar trascorrere l’esistenza stamaledicendo le donne, il tempo ed il governo (cit.).

E se non c’è più chi viene a tenerti la mano alla fine del mondo (“Potesse esplodere questa città“) tutto diventa ancora più complicato, con il baratro che si spalanca pericoloso sotto i piedi e la necessità di opporre resistenza ad esso mantenendo ben salde in pugno le armi della fantasia e della passione per le cose che ci tengono in vita ma a cui spesso si è costretti a rinunciare (“Caduta libera“, diventato uno degli immediati favoriti di chi scrive). Resistere al crollo di tutto diventa obbligo, così come liberarsi dell’orgoglio (“Bersagli“) o di quel forzoso bisogno di dover per forza rendersi piacevole agli che porta spesso e volentieri a rinnegare il proprio valore assecondando il pensiero dominante (“Un giro di giostra“).

Foto: Danilo D’Auria

“Bersagli” è un disco ben confezionato e ben suonato. E se questo è soltanto il primo mattone del cantiere La Scala Shepard, le premesse (e le promesse) per il futuro sono decisamente positive.

VOTO: 7,5

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