L’amore al tempo dei Pixies

Quello dei Pixies è un amore che dura da 33 anni. Interrotto a casusa del fondatore e leader Black Francis e ricominciato, undici anni dopo, per suo stesso volere.

Una storia d’amore mai finita, di quell’amore che, nonostante le mille incertezze e qualche tradimento, non smette mai di presenziare nel cuore dei quattro – oggi senza Kim Deal ma con una fantastica Paz Lenchantin – che da poco hanno ulteriormente celebrato il proprio sodalizio su di un nuovo altare, quello di “Beneath The Eyrie”.

Nel 2001, durante il mio primo anno di liceo vidi per la prima volta “Fight Club” e, come tutti, mi innamorai della colonna sonora, in particolare della canzone (“Where Is My Mind?”) che accompagnava il trio formato da Edward Norton, Brad Pitt ed Helena Bonham-Carter verso un futuro decadente ma libero dalle catene della modernità.

Oggi quello stesso pensiero e atto di forza contro la modernità musicale è ancora nelle corde dei Pixies, inventori più di 30 anni fa di una dinastia più che di un genere. Kurt Cobain, Chris Cornell, Scott Weiland – tutti e tre scomparsi da questo mondo – hanno attinto alla fontana musicale di Black Francis per rappresentare una emotività, una moda e dei passati turbolenti con il nome di grunge.


I quattro folletti arrivano a Bologna, accompagnati in apertura dai Blood Red Shoes che a gennaio 2019 hanno sfornato la quinta fatica “Get Tragic” dopo qualche anno di silenzio.

In una delle città maggiormente legate alla cultura alternative – basti pensare all’Indipendent Days e alla programmazione invernale dei live club – i folletti si mostrano così tra fumi e (poche) luci, dinanzi agli oltre 5000 del PalaDozza come realmente sono: un mix di rock, ballad e punk.

Dall’alto dei suoi 54 anni, Black prende a schiaffi il pubblico per due ore e li butta letteralmente nella stanza dei ricordi; eccoli poi riapparire sotto forma di musica: “Here Comes Your Man”, “Gouge Away”, “Monkey Gone To Heaven”, “Bone Machine”, “Wave Of Mutilation”…e tantissimi altri.

Quasi 40 brani, sciorinati uno dopo l’altro con cupidigia dallo stesso Francis che interagisce con David Lovering dietro le pelli grazie a un microfono mentre per Joey e Paz basta uno sguardo d’intesa.

Uno show punk a tutti gli effetti, diretto sul grugno e in affondo nel cuore.

Per un grande futuro, bisogna aver costruito un passato in maniera eccezionale.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.