Enrico Giaretta: “Il Domani? L’unica via d’uscita da un presente difficile” – INTERVISTA

Enrico Giaretta Intervista End of a Century

Il pianista e cantautore Enrico Giaretta ha da poco pubblicato il nuovo album “Alphabet” il cui protagonista è un pianoforte di quasi 100 anni: tutti i brani sono frutto di una registrazione istantanea.

L’artista è portavoce e attivo sostenitore del progetto “La Scuola Salva La Vita” dell’organizzazione umanitaria Intersos , con l’obiettivo di far crescere il tasso di alfabetizzazione e di accesso all’educazione nei Paesi che vivono emergenze umanitarie.

Parliamo con Enrico Giaretta del suo ultimo lavoro, del progetto di Intersos e del suo futuro.

1) Nel 2015 esce il tuo secondo album “Blu” seguito il 20 settembre 2019 da “Alphabet”. Come è stato oggi suonare un pianoforte di quasi 100 anni?Quali artisti del passato ti hanno maggiormente ispirato per le nuove composizioni?

Il pianoforte che ho scelto proviene da un vero e proprio museo di pianoforti, quando lo suonai la prima volta sembrava fatto per le mie mani, una specie di vestito su misura. L’ho portato a casa, seguendo personalmente ogni passaggio del trasporto, un po’ come aver scoperto una persona anziana ricca di storie da raccontare. Li ho avuto l’idea di “Alphabet” tante storie…dalla A alla Z. Provengo da una formazione classica, Glenn Gould una grande passione come per J.S.Bach. Poi una volta fuori dai ‘binari’ un po’ come la locomotiva di F.De Gregori, da bravo Bufalo Bill mi sono imbattuto nel Jazz…da B. Evans a Peterson…fino al mio omonimo Jarrett…con il quale mi sono perso nei meandri estremi dell’azzurro.

2) Parliamo di Intersos. Il progetto “La Scuola Salva La Vita” è volto a ricostruire o riabilitare scuole in paesi come Iraq, Sud Sudan, Afghanistan, Libano, Giordania, RCA e Somalia. Molti bambini di questi paesi non possono andare a scuola a causa di guerre e conflitti.Raccontaci il tuo avvicinamento alla campagna.

Ho conosciuto Intersos grazie ad un amico, editore degli “Amici Cucciolotti”, uno che si è sempre dato da fare per sostenere gli altri. Tra le sue ‘missioni possibili’ oltre quella di salvare ed aiutare gli animali, con l’aiuto dei suoi collezionisti, sostiene Abio (ass bambini ospedalizzati), (ABF-Andrea Bocelli Foundation) ed Intersos. In quel periodo Intersos stava lanciando una campagna di sensibilizzazione “LA SCUOLA SALVA LA VITA”. Alphabet sembrava nato per loro. Spero di essere utile alla causa, mi sto impegnando molto con l’aiuto del mio affezionato pubblico.

3) La frase “In questo tempo senza semafori guardo al domani aspettando che torni” rappresenta uno sguardo al futuro, in cui ti auspichi che le scuole possano tornare al centro dell’educazione di tutti i bambini del mondo. Da cosa nascono queste parole?

I versi di Alphabet nascono dalla collaborazione artistica con uno tra i più grandi autori Italiani. Marcello Murru è parte della mia vita ed io della sua da circa 20 anni. I versi sono nati come tutti i versi nascono, senza compromessi nè velleità. Rappresentano una contaminazione fotografica, quasi filmica di un periodo storico difficile dove si cerca nel futuro l’unica via di uscita.

4) Nel 1985 Bob Geldof creò il Live AID con lo scopo di ricavare fondi per aiutare la popolazione etiope colpita da carestia in quegli anni, seguito 20 anni dopo dal Live 8 per cancellare il debito delle nazioni povere. Credi che oggi in Italia sarebbe possibile organizzare uno o più eventi gratuiti di questo genere? Dove?

Alla luce delle tue innumerevoli collaborazioni con artisti italiani ed internazionali, vorresti esserne tu il direttore artistico?

Vorrei essere direttore artistico di tutto quello che si può fare per gli altri, lo faccio ogni giorno per qualunque amico o conoscente in difficoltà, vorrei farlo per tutti, così come lo faccio per la mia famiglia. Naturalmente me ne occuperò volentieri qualora il mio ruolo fosse funzionale al progetto, in alternativa è bene che qualcuno più conosciuto di me e più influente di me se ne occupi, altrimenti rischio solo di fare ‘propaganda’ alla generosità di Giaretta ricevendo molto più di quanto la mia figura riesca a dare. È importante e lecito ci sia reciprocità nel dare-avere ma a me piace il fatto che l’equilibrio si sposti sempre più sul dare. Ad ogni modo continuo a sognare che il domani possa essere sempre il nostro tempo migliore. (cit. F.Califano)

Enrico Giaretta Cantaviatore intervista

5) “Alphabet” contiene brani dalla A alla E, quando possiamo aspettarci i capitoli F-Z?

In realtà il secondo capitolo di Alphabet è quasi pronto F-O…Devo solo convincere i miei discografici e manager che ringrazio ogni giorno, a realizzare copertina, grafiche ed iniziare a pensare al terzo capitolo P-Z…La mia creatività è attiva 24 ore al giorno…e invece loro la notte vorrebbero riposare!
A volte quando spengono i telefoni, vado a citofonare direttamente a casa 🙂

Ho sempre il timore di non riuscire a suonare e scrivere tutto quello che ho in mente…La ‘natura’, anche lei non dorme di notte e corre con gli anni molto più veloce di me. Cerco di batterla sul tempo.

Enrico Giaretta copertina album "Alphabet"

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