I’m Not A Blonde: “‘Under The Rug’: le nostre paure che tiriamo fuori da sotto il tappeto” – INTERVISTA

I'm Not A Blonde intervista End of a Century

Il duo arty-electro-funk I’m Not A Blonde, composto da Chiara Castello e Camilla Matley, torna venerdì 4 ottobre con il nuovo album “Under The Rug” anticipato da “Happy Face” e “Too Old”.

Il nuovo lavoro è una collezione di storie e suoni, il concept attorno al quale ruotano i 9 brani parla dell’affrontare le proprie paure, quelle che non possono essere più nascoste, appunto, ‘sotto il tappeto’.

Abbiamo intervistato Chiara e Camilla sul nuovo disco, sulle paure che le attanagliano e su quelle piccole vergogne che sono insite nell’animo umano.

copertina album "Under The Rug" I'm Not A Blonde

“Under The Rug” è un album composto da 9 brani e ognuno di questi è una storia che parla dell’affrontare le proprie paure. 
Di cosa hanno paura oggi le I’m Not a Blonde? Cosa nascondete sotto il vostro tappeto?

Le storie raccontate in “Under The Rug” sono proprio le nostre paure quelle che erano sotto il tappeto e che abbiamo cercato di tirare fuori. “Too Old” parla della nostra paura di invecchiare, in particolare nel mondo dello spettacolo e della musica dove si “diventa vecchi” ma sopratutto “vecchie” molto in fretta. “Happy Face” parla della mia (Chiara) paura di mostrare anche i lati negativi e scuri del mio carattere, la paura di togliersi la maschera di mostrarsi per quello che si è. “Romantik Girl” parla della paura che ho spesso avuto di perdere qualcuno. “Not That Girl” parla della mia paura della solitudine che in certi momenti ci ha portato a perdermi e dimenticarmi chi sono nel tentativo di appartenere a qualcosa, sentirsi parte di un gruppo.

Nel disco sentiamo le Cocorosie ma anche punte di Siouxsie and The Banshees e Bauhaus. Vi rispecchiate con questa similitudine?A quali artisti del presente invece vi sentite più vicine?

Ci rispecchiamo nell’attitudine punk di queste band, questo si. Musicalmente non avrei fatto quest’associazione ma il bello sono proprio le associazioni che fanno le persone che ci ascoltano. Sono sempre una piacevole sorpresa!
Detto sinceramente non abbiamo artisti contemporanei di riferimento per quello che facciamo come I’m Not A Blonde. Io e Camilla abbiamo i nostri ascolti, spesso anche molto diversi tra di loro e credo che la nostra musica sia proprio il risultato dell’incontro dei nostri mondi. Entrambe adesso siamo in fissa con Sampa The Great ma ecco direi che non possiamo proprio definirla come un riferimento musicale 🙂

La copertina del disco è un collage di oggetti che nascondono il colore nero che rappresenta la paura.
Ci dite 3 oggetti di cui vi vergognate (dischi, abbigliamento, oggetti) che invece nascondereste davvero sotto il tappeto?

Chiara: il CD delle Spice Girls comprato quando è uscito e un basco gessato a scacchi neri e bianchi che mettevo quando andavo al liceo.
Camilla: il CD di Mariah Carey comprato anch’esso a suo tempo, il suo “fischio” non poteva mancare nella sezione trash dei miei cd.

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