Michael Jackson, 10 anni senza il Re del Pop

Il 25 giugno 2009 moriva il King Of Pop Michael Jackson all’età di 50 anni. Oggi, 10 anni dopo, sentiamo la sua mancanza più che mai.

Un uomo che uomo non è mai diventato, fin dalla tenera età ha vissuto sui palchi abituato a cantare con i suoi fratelli nei Jackson 5 e ha vissuto una vita da eterno Peter Pan, suo primo e ultimo eroe. Poi la carriera solista e quella villa, Neverland, ideale di purezza e luna park senza età in cui giocava insieme ai suoi piccoli amici.

Il salto di Michael nello sconfinato mare del Pop arriva nel 1979 quando Quincy Jones decide di produrre il fortunatissimo “Off The Wall”, preludio al più grande disco di tutti i tempi, “Thriller”, che vende nel mondo oltre 100 milioni di copie e colleziona 8 Grammy, 30 dischi di platino e quasi 40 settimane al primo posto della classifica Billboard dei dischi più venduti. Il più grande record di tutti i tempi. Ineguagliabile.

Il video di “Thriller”, ispirato al film “Un Lupo Mannaro Americano a Londra” di John Landis (e da quest’ultimo diretto) mette in risalto la vena grottesca e horror del Re del Pop, le ombre negli occhi di Michael prendono vita e ne fanno un lupo mannaro non solo dietro la macchina da presa ma anche per i media: l’artista viene accusato di pedofilia per isuoi “strani rapporti” con i bambini e il suo continuamente voler rimanere bambino agli occhi di mogli e parenti.

Ispirato dai musical di Gene Kelly, Michael Jackson crea la prima dancestreet: nel 1983 l’artista americano presenta il Moonwalk, la sua creazione, il passo di danza più riprodotto di sempre, da alcuni passi di Marcel Marceau. Ballerino impeccabile e con tre ottave sopra e mezzo di estensione vocale si allenava costantemente.

Un nero che diventa bianco? Questo era la grande accusa dei media e della gente al Re del Pop. Michael soffriva di vitiligine, una malattia che provoca la perdita del colore della pelle. Essendo sbiancato per la maggior parte della pelle, l’artista si sottopose dal 1984 ad interventi di depigmentazione cioè terapie uniformanti della pelle. Michael soffriva inoltre di lupus causando elevata fotosensibilità ai raggi solari, motivi per cui il King of Pop era sempre coperto e con occhiali da sole. A causa di alcuni incidenti sul palco iniziò a fare uso di antidolorifici e in seguito per l’insonnia di benzodiazepine e propofol, quest’ultima la causa definitiva della sua morte nel 2009.

L’Italia è sempre stata una seconda patria per Michael Jackson che ha continuato a frequentare in concerto. Tutto inizia il 23 e 24 maggio allo Stadio Flaminio di Roma e il 29 all’Olimpico di Torino con il “Bad World Tour”. Nel 1992 torna a Roma e poi a Monza mentre nel 1997 è al Meazza di Milano l’ultima volta nel Belpaese del King Of Pop.

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