La finestra sul cortile di George Ezra

George Ezra torna in Italia a pochi mesi dal sold out al Fabrique e sempre a Milano per il suo battesimo al Mediolanum Forum. A un anno dall’uscita del disco “Staying At Tamara’s”, George porta in tour letteralmente la stanza Air BnB di Tamara a Barcellona, luogo in cui è rimasto un mese proprio per la gestazione dell’album.

Secondo settore chiuso e pubblico assiepato in parterre e tribune per stare ancora più vicino al sex symbol britannico (durante il live si alza il coro “Sei Bellissimo” intonato da un gruppo di ragazze) per la presentazione ufficiale del disco più affascinante del 2018 – non a caso è proprio la medaglia d’oro della nostra classifica annuale.

The 8 Hot Brass Band in apertura apparecchiano la portata principale che ci porterà da lì a poco Don George (vestito in camicia e pantalone nero quasi a celebrare messa), un piatto caldo e una bevanda fresca, divertimento e riflessioni sono le due facce del live. L’intro è l’inglesissima “Don’t Look Back In Anger” degli Oasis a dimostrare, ancora una volta, quanto la band dei fratelli Gallagher abbia avuto e ha ancora oggi influsso sui cantanti del Regno Unito. “In questo concerto vi presenterò canzoni del mio primo album. E canzoni del mio secondo album” – Ezra, canzone dopo canzone, racconta di come si sia rinchiuso quattro settimane nella stanza di Tamara nella capitale catalana a scrivere il nuovo disco per poi scoprire quanto il mondo fuori fosse gioioso e così le sue persone (“Pretty Shining People”). Poi continuano i racconti: “La mia etichetta mi ha consigliato di essere in un video e di scegliere la canzone: bè ho scelto di fare un video karaoke e ho scelto Hold My Girl” – in assoluto il momento più toccante del concerto con lanterne volanti ad irradiare il soffitto del Forum mentre la calda (caldissima) voce del cantante abbraccia e solleva da ogni dolore amoroso gli spettatori.

I momenti introspettivi e romantici sono alternati alle danzerecce “Paradise” “Blame It On Me” e “Cassy O’” mentre “Budapest” accompagna il pubblico verso i bis. Il finale con “Shotgun” è una vera e propria esplosione sonora con l’incursione sul palco della The 8 Hot Brass Band. Con due album all’attivo, George Ezra si dimostra ancora una volta uno dei cantautori più interessanti della Terra d’Albione e riesce a trasportare letteralmente il pubblico nella sua stanza – il palco era un vero e proprio salotto con lampadari e tre finestrone in cui venivano proiettati video di paesaggi, disegni e tutto ciò che in quel mese, dalla stanza di Tamara a Barcellona, aveva visto e vissuto. Una finestra sulla città, una finestra sul cuore aperto di uno dei migliori talenti inglesi degli ultimi anni.

SCALETTA

Don’t matter now
Get away
Barcelona
Pretty shining people
Listen to the man
Saviour
Did you hear the rain?
Paradise
Song 6
Hold my girl
Leaving it up to you
Sugarcoat
All my love
Blame it on me
Budapest
Cassy O’
Shotgun

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