Lenny Kravitz a Milano: la parabola di un matrimonio perfetto

Lenny Kravitz in concerto sabato 11 maggio al Mediolanum Forum di Milano: la recensione del live
Lenny Kravitz in concerto a Milano 11/05/2019 – Foto di Elena Di Vincenzo

Sono poco più delle 21.10 nella fresca periferia di Milano. Il cielo ha il profumo della pioggia ormai passata e c’è un cenno di luce lunare. L’aria ha smesso di circolare dalle uscite della gradinata, ormai la gente ha preso confidenza con lo spazio. L’atmosfera è frizzante e divertita, ci si aspetta un inizio a momenti, l’aria esterna si fa più novembrina.
E siamo al chiuso. Più precisamente, al Mediolanum Forum di Assago, vero tempio e baluardo milanese della musica rock internazionale da ormai quasi trent’anni. L’artista che sta per esibirsi sui suoi palchi battuti vanta suppergiù lo stesso annuario, solo che per lui sono 30 e rotti.

Quella che sta per avvenire a pochi minuti di distanza è una celebrazione, una celebrazione d’amore e di vita senza particolari ammennicoli, e il centro polifunzionale della periferia di Milano è stato scelto come sala ricevimenti di queste nozze di perla.

Si spengono le luci, si aprono le danze.
Neanche il tempo di ambientarsi al cambio di registro, che subito entra in scena lo sposo, con la carica e l’irruenza debordante del novizio innamorato. Lenny Kravitz ha 55 anni, vanta un periodo di attività trentennale nella musica hard rock mondiale costellato di successi più o meno commerciali, ed è una delle poche rockstar che non si è convertita alla rivoluzione digitale. All’interno di un cerchio che ricorda la fede nuziale di un venticinquenne di New York agli esordi con la psichedelia del rock’n’roll, accoglie e si prende cura del suo pubblico con la nuova e profetica “We Can Get It All Together” che già definisce l’intento del suo show: glorificare l’importanza della musica live e del suo potere unificante in tempi di divisione.

Come Aumentare Le Vibrazioni – La band appare subito impreziosita da una sezione di fiati di grande spessore che ammalia il pubblico coi suoi virtuosismi mentre il funk-soul brother dalle tinte hard rock e R&B cattura la scena con una performance torrenziale ed instancabile.
È il “Raise Vibration Tour”, che con un set di ventidue brani ripercorre il successo dei pantaloni di pelle più famosi degli anni 2000.
“Fly Away” e “Dig In” stabiliscono la prima rosa di attacco degli “evergreen” del polistrumentista e la cover “American Woman” dei Guess Who (primissimo gruppo hard rock canadese ad entrare nei cuori e nelle classifiche americane) assume subito un altro connotato col mash-up di “Get Up, Stand Up”, canzone inno di Amnesty International e simbolo della lotta per i diritti umani di un altro portatore di dreadlocks piuttosto conosciuto.
“Welcome to the night in which we celebrate life, love and music and unity between people” (“Benvenuti alla serata nella quale celebreremo la vita, l’amore, la musica e l’unità tra i popoli”). Questo è il primo messaggio diretto ai fan del fortunato sposo che, con l’incedere di “Fields of Joy”, ricorda gli anni di felice relazione con la sua promessa, primo grande amore della sua vita.

Dopo un iniziale impatto poderoso, si cede il passo a canzoni più riflessive come “I Belong to You”, “It Ain’t Over ‘Til It’s Over” e “Can’t Get You Off My Mind”, seguite poi dalla suadentissima ballad “Low”, singolo uscito per “Raise Vibration” al cui interno dimorano autentiche campionature vocali di Michael Jackson. L’artista ricorda il King of pop al termine della canzone, diffondendo messaggi di amore e comprensione, di fratellanza ed opposizione indefessa ad ogni forma di discriminazione. È una “love revolution”, come lui stesso la definisce, delicata e pulsante.
Non c’è pausa sequenziale dopo questa ripresa di cerimonie, e la danza seguita con “Bank Robber Man”, “Where Are We Running?” e “Are You Gonna Go My Way”, paradigma di un genere ruvido e diretto come quello del rock anni ’90, la cui chitarra a due punte ricorda le corna caprine di quella Stella del mattino a cui si fa spesso risalire il talento delle rockstar, e che di certo incendia per intero la platea del Forum.

Lenny Kravitz dal vivo al Mediolanum Forum di Milano sabato 11 maggio 2019: recensione e scaletta del cocnerto
Lenny Kravitz in concerto a Milano 11/05/2019 – Foto di Elena Di Vincenzo

Dopo un temporaneo falso arresto, è il momento dei bis che principiano con un’emozionante “Here To Love” suonata voce e piano, e dall’epilogo gospel che porta in seno il testo: “We’re not here to judge, we are here to love” (“Non siamo qui per giudicare, siamo qui solo per amare”). Kravitz non è intenzionato a cedere spazio all’odio razziale e lo conferma con “Let Love Rule”, title track dell’album di debutto della sua storia d’amore con la musica, pubblicato dall’artista nel 1989. È a questo punto che Kravitz scende letteralmente dal palco per mescolarsi col pubblico, compiendo a piedi un giro completo del palazzetto per poi ritrovarsi dalla parte opposta, in power stand sulle casse del mixer a cantare e incitare il pubblico. Di ritorno dal periplo del parterre, dà finalmente dimostrazione delle sue parole entrando nella tribuna riservata ai disabili ed abbracciandoli uno ad uno. Infine ritorna sul palco a portare a termine la sua stessa, beatlesianissima canzone di nozze, della durata complessiva di ormai 24 minuti, “Let Love Rule” (“lasciatevi guidare dall’amore”), firmata il 19 settembre 1989 dalla Virgin Records.

In un clima di estasi e sazietà esibitiva, la parabola di un perfetto matrimonio musicale si compie nel più felice dei modi. E anche il più agnostico degli spettatori non può che riconoscere la grandezza della performance appena regalataci, e che la musica di Lenny Kravitz, straripante di successi, in un modo o nell’altro ha sempre fiancheggiato le nostre vite di ascoltatori in questi 30 anni di carriera cristallina.

E se l’amore non sarà ciò che salverà il mondo, rimarrà comunque il più grande lascito da tramandare a chi continuerà ad abitarlo.

SCALETTA

  1. We Can Get It All Together
  2. Fly Away
  3. Dig In
  4. Bring It On
  5. American Woman (The Guess Who cover)
  6. Get Up, Stand Up (The Wailers cover)
  7. Fields of Joy
  8. Freedom Train
  9. Who Really Are the Monsters?
  10. Stillness of Heart
  11. It Ain’t Over ‘Til It’s Over
  12. Can’t Get You Off My Mind
  13. Low
  14. I Belong to You
  15. Mr. Cab Driver
  16. Bank Robber Man
  17. Where Are We Runnin’?
  18. Are You Gonna Go My Way
  19. Here to Love
  20. Let Love Rule
  21. Again

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