PINGUINI TATTICI NUCLEARI: la recensione di “Fuori Dall’Hype” (2019)

NOME

Pinguini Tattici Nucleari

GENERE

Pop-Rock

ESORDIO

Il re è nudo (2014)

ULTIMO ALBUM

Fuori Dall’Hype (2019)

COPERTINA

ELENCO CANZONI

Fuori dall’hype
Antartide
Lake Washington Boulevard
Monopoli
Nonono
Scatole
Sashimi
La banalità del mare
Verdura
Freddie

VIDEO/SINGOLI DALL’ALBUM

PUNTO DI VISTA

Riccardo, Nicola, Elio, Lorenzo, Simone e Matteo sono sei ragazzi che hanno fatto dell’ironia il loro punto di forza come già si capisce dal nome della band: Pinguini Tattici Nucleari. Famosi già nell’underground indie con singoli come “Irene” e “Tetris”, il gruppo bergamasco sbarca su una major, la Sony, che li ha voluti fermamente nel proprio roster per farli ‘entrare nell’hype’.

“Hype è una parola che da qualche anno è entrata nel linguaggio comune. Per un artista, generare hype significa creare ‘grande attesa per il proprio prodotto’. L’Hype non si spiega, non ha regole: capita, o non capita.
Molti artisti passano la vita a inseguire la chimera dell’Hype, corrono e si dimenano per essere i prescelti. Spesso l’Hype si posa proprio su quegli altri artisti che stanno fermi, immobili,e non lo desiderano, come una farfalla. Vola dove la porta il vento, e poi se ne va di nuovo. Chi è fuori dall’Hype vive dove il vento non porta farfalle.”

Così Riccardo Zanotti descrive “Fuori Dall’Hype”, il fresco prodotto delle menti dei Pinguini Tattici Nucleari. La band è ‘fuori dall’hype’ proprio perché non lo cerca ma anzi continua a suonare i propri brani senza troppi fronzoli.

I Pinguini Tattici Nucleari hanno presentato in Sony il nuovo album "Fuori Dall'Hype"

“Belli i primi, poi venduto” – il disco si apre con la title track, “Fuori Dall’Hype”, una messa sulla (probabile) fine della carriera indipendente e lo sguardo ad un nuovo inizio. L’ironia e le citazioni sono il pane quotidiano dei Pinguini, che si sa vengono dall’“Antartide” e ripartono da Harry Potter e da Scrubs (“E con lo sguardo perso dentro a un cielo terso, il cuore di JD e la testa di Kelso”) per una leggera poesia in musica sulla freddezza di una donna. Un’altra donna per Zanotti e co. dopo “Irene”, tra politica e mainstream televisivo.

I Pinguini poi prendono quel viale che costeggia il Lago Washington a Seattle, “Lake Washington Boulevard”, patria di Kurt Cobain e di molti altri miti del grunge. Il brano sembra per certi versi dedicato alla compianta voce dei Nirvana (“si sentirà uno sparo in lontananza poi un rumore di ambulanza e io non ci sarò più”). Dallo stato di Washington si vola a “Monopoli”, in Puglia, per una storia d’amore, ricordi e strategie (Monopoli è anche un gioco da tavola) e poi i riferimenti ai giochi continuano (“Tu sei la sfida finale di Takeshi’s Castle”) mentre dal pop si passa al reggae. La variegata propensione dei Pinguini alla totalità della musica rende unici e mai banali il sestetto bergamasco.

Sold out a Padova e Firenze per i Pinguini Tattici Nucleari

Una nuova storia (“Scatole”), un padre muratore che parla al figlio che vuole diventare musicista, un leggero racconto tra il nuovo e il vecchio, tra due pensieri di vivere la vita: la sicurezza di un lavoro fisso da una parte e il buttarsi in un’avventura per rincorrere il sogno da un’altra – “Io volevo far piangere la gente e davanti ai mattoni nessuno si commuove”. Storie, funky e falsetti. Ma come si curano le ferite d’amore? Ovvio, con il sushi e con il “Sashimi” mentre i Pinguini continuano e fanno il verso alla Berté nella loro “La Banalità Del Mare”, un racconto di lontananza e vicinanza: il mare così immenso, così banale, eppure, così bello.

“Si sopravvive a tutto ascoltando Lucio Dalla” – battuta piccata al riferimento più grande dei musicisti contemporanei (e anche dei Pinguini) nel loro brano che tocca il tema più caldo del disco: mangiare la “Verdura”. Ogni bambino odia mangiare la verdura, anche gli adulti. Anche quelli poco cresciuti. Con la ballad “Freddie” si chiude il miglior lavoro dei Pinguini Tattici Nucleari, un’altra storia, l’ennesima, di vita quotidiana, un lungo viaggio sul Flixbus.

I Pinguini cantano 10 racconti di personaggi immaginari e veri. Sei menestrelli si caricano dei dubbi, risate, giochi e amori del passato per cercare di restare “fuori dall’hype”. Anche se dopo questo disco, sarà davvero molto, molto, difficile.

“E allora trovami un bel prato per morire degnamente”

VOTO: 7,5

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